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Carla Tommasina, psicanalista, scrive "Tutta colpa di Lucy": 40 anni di ricerche sull'origine del male umano e un bell'appello-VIDEO

Dalla psicanalisi per decenni agli studi sull'umano, con un focus sull'origine dell'ombra che è dentro di noi, simboleggiato dall'australopiteco femmina, rinvenuto nel 1974 in Etiopia, chiamato Lucy per via del motivo dei Beatles, in quel momento alla radio, "Lucy in the sky with diamonds"

02 Marzo 2026

La Dottoressa Carla Tommasina è una psicanalista, che, dopo decenni di attività e ricerca sull'umano, si è dedicata a scrivere il suo primo libro proprio sull'origine del male, su quell'ombra che sta in tutti noi e sul modo in cui essa può condizionare ancora il mondo, partendo dall'Occidente.

Ph. Alessandra BasileLa Dssa Carla Tommasina, durante la video-intervista Fonte/credits: Ph. Alessandra Basile 

Nella video-intervista che segue ecco il suo interessante pensiero, anche, sul periodo storico attuale, nonché brevemente su argomenti correnti quali l'IA, che la entusiasma, e la violenza di genere, non lontana da quell'ombra che Lucy, l'austrolopiteco femmina il cui scheletro venne rinvenuto praticamente intatto in Etiopia nel 1974, rappresenta nel libro dell'autrice.

Lucy venne così chiamata dal gruppo di ricercatori che la scoperse per via della canzone che, al momento del ritrovamento, suonava da un giradischi: Lucy in the sky with diamonds dei Beatles; una nota simpatica che ci riporta a un mio articolo sul GDI proprio sul gruppo inglese, fondamentale anche per questo evento (Umberto Buttafava, il collezionista nr. 1 dei Beatles, ha convertito in un libro l'archivio dedicato a John, Paul, George, Ringo).*

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Ph. Alessandra BasileLa copertina di "Tutta colpa di Lucy" di Carla Tommasina Fonte/credits: Ph. Alessandra Basile 

Il pensiero di Carla Tommasina dietro al suo Tutta colpa di Lucy

La vita è una cosa meravigliosa e l’Uomo potrebbe rappresentarne il suo frutto più radioso. Potremmo essere meravigliosi. Non lo siamo. Perché?

Questo libro cerca di dare una risposta a questa domanda: cerca di capire quali passioni ci rendono infelici, paurosi, diffidenti e infidi e possono rendere la nostra vita un inferno, che cosa ci disconnette dagli altri e ci porta a danneggiarli.

Colpa, viene detto, di un accadimento casuale: un incidente, all’alba dei tempi della nostra presenza sulla Terra, ha deviato il percorso della nostra umanità e cambiato il nostro modo di comportarci.

Secondo questa ricostruzione dunque, Il male non è insito alla biologia dell’Uomo ma nasce semmai da un casuale insulto ad essa. Dunque, il male può non essere per sempre.: la novità è questa. Libertà è sapere che cosa ci determina, leggiamo in quarta di copertina. Se qualcosa ci impedisce di essere come siamo, soggetti d’amore e di bellezza, portarlo alla luce è il primo passo per una possibile liberazione.

Un lungo racconto ci porta per mano nelle pieghe della nostra anima, nei meandri più nascosti dell’inconscio, nelle pagine della storia e nella cronaca, nel sublime e nell’Orrore di cui si fa capace l’Uomo, nel torto inconsapevole che un gesto banale può fare all’amore e nella colpa intollerabile dell’indifferenza e dell’ignavia.  Per arrivare alla conclusione che la gabbia fantasmatica di cui siamo prigionieri può essere superata. Per un riscatto della coscienza, per amore dell’amore e per il desiderio che la vita sia come la sogniamo.

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Ph. Alessandra BasileLa Dssa Carla Tommasina, quarta di copertina Fonte/credits: Ph. Alessandra Basile 

Le domande che il libro si pone, il tentativo di dare alcune risposte

Perché l’umanità, dopo millenni di progresso, sembra tornare sempre allo stesso punto? Guerra, odio, solitudine e violenza. Ora anche crisi delle democrazie, odio per l’Occidente e ostilità alla scienza. E il pianeta che brucia. L’uomo è costituzionalmente portato al male? Andrà avanti sempre così o è possibile cambiare qualcosa? Si può fare qualcosa.

L'autrice dice la sua su intelligenza artificiale e violenza di genere, affermandosi entusiasta della prima e preoccupata della seconda, che vede legata al concetto di Lucy, in particolare a proposito dell'incapacità dell'essere umano di accettare il rifiuto.

Questo il pensiero nel quale rientra anche la violenza di genere: All’alba dei tempi c’è stato un evento che ha segnato il nostro rapporto con l’amore, con l’altro e con noi stessi: un “Rifiuto Originario” ha interrotto il percorso della natura e cambiato il modo in cui gli uomini si comportano. Un’intuizione che permette di immaginare una via di consapevolezza e cambiamento, una tesi capace di leggere i tempi che corrono e di tracciare una strada per i tempi che verranno.

“Spingiamo l’Ombra più in là” sono il suo motto e la sua bandiera.

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Lucy austrolopiteco Fonte/credits: Licenze creative commons, web searchingLucy austrolopiteco Fonte/credits: Licenze creative commons, web searching

A chi si rivolge il libro

A coloro che si sentono diversi, a coloro che vanno insicuri nel mondo, a coloro che si nascondono, tormentati da un’ombra che non ha volto ma potere di dominio sulla loro esistenza. A coloro che pensano di essere i soli a portare il peso del Nulla e della mancanza. Quelli che vivono sotto un cielo troppo basso e che rischia di essere lacerato con un dito. A coloro che sono arrabbiati e non sanno perché. A coloro che invidiano i normali, di cui è questa vita. A coloro che hanno paura di amare, quelli per cui la vita non è facile, quelli che si sentono soli ed è solitudine cosmica. A questi si rivolge per dire: non accade solo a te, non sei tu, non è colpa tua. E infine, non è cominciato con te: l’Ombra che ti opprime viene da molto lontano, è di tutti, ma tu la ricordi di più.

Così leggiamo sulla quarta di copertina e così ci legge la stessa autrice nell'intervista che segue. E prosegue.

Libertà è sapere che cosa ci determina. Questo è ciò che ha tentato la psicologia e ciò che hanno fatto da sempre la filosofia e tutte le interpretazioni del mondo: costruire mappe per orientarsi, sapere dove siamo e da lì decidere i percorsi. L’ipotesi di un “trauma originario alla specie” è uno di questi tentativi. Risponde all’esigenza di capire quali passioni ci rendono infelici, paurosi, diffidenti e infidi e possono rendere la nostra vita un inferno e ci permette di capire perché l’uomo può essere cattivo, che cosa ci disconnette dagli altri e ci porta a danneggiarli.  

Infine, menziona una novità che - dice - ci viene dalla biologia, novità della quale parla nel suo libro, ma qui non spoilera.

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Ph. Alessandra BasileLucy austrolopiteco Fonte/credits: Licenze creative commons, web searching

CONCLUSIONE

Carla Tommasina, con i suoi quarant’anni di ricerca sull’animo umano, mira a rispondere in modo innovativo ed avvincente, anche grazie a come ha scritto il libro, in forma di saggio narrativo con un tocco di rappresentazione teatrale.

Lucy non poteva avere gli occhi azzurri - ci dice l'autrice - ma, se da un lato Lucy è colpevole dell’errore fatale, dall'altro lo è solo simbolicamente e, forse, quel bel colore che Carla Tommasina ha deciso di darle per la splendida copertina, particolarmente indovinata, ce lo ricorda; inoltre, colpisce per intensità e dolcezza, rendendola quasi più umana e passando un senso di apertura e di speranza.

In questo momento storico, credo che proprio di apertura e speranza l'intero genere umano abbia un forte bisogno, un'urgenza.

Ph. Alessandra Basile

La Dssa Carla Tommasina, quarta di copertina Fonte/credits: Ph. Alessandra Basile 

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