25 Giugno 2020
Vittorio Sgarbi (foto LaPresse)
Tensione nell'Aula della Camera poco prima del voto definitivo sul decreto carceri. Vittorio Sgarbi ha preso la parola scatenandosi contro i magistrati. Li ha definiti "mafiosi" e ha chiesto l'istituzione di una commissione di inchiesta "per la nuova Tangentopoli". Dopo essere stato ripreso dalla presidente di turno, Mara Carfagna, il critico d'arte si è lasciato andare a parole offensive nei confronti della deputata di FI Bartolozzi che era intervenuta e della Carfagna. Quest'ultima ha deciso di espellerlo dall'Aula.
"Sono state pronunciate parole irripetibili contro la collega Bartolozzi e la presidenza, in quest'Aula il rispetto è irrinunciabile, inaccettabile ascoltare parole così contro una donna e un parlamentare". Così la Carfagna, nel riprendere fermamente Sgarbi. Le sue parole hanno ricevuto il consenso unanime dell'Aula. "Le chiedo di allontanarsi dall'Aula deputato Sgarbi, perché non può insultare i suoi colleghi. Lei non può continuare a pronunciare parolacce in Aula, le ha dette anche a me, la prego si allontani dall'Aula, chiedo agli assistenti parlamentari di aiutarmi. Ha scambiato quest'Aula per uno spettacolo?" ha domandato la Carfagna, mentre nell'Aula iniziavano a sollevarsi voci che in coro gridavano "vergogna vergogna" contro Sgarbi. Quest'ultimo nel frattempo continuava ad urlare e inveire.
Gli assistenti parlamentari hanno a quel punto preso il critico d'arte sottobraccio, accompagnandolo fuori dall'emiciclo quasi di forza. Tra i pesantissimi insulti che Sgarbi ha rivolto a Carfagna e Bartolozzi, sono stati chiaramente udibili in Aula i termini "str…", "vaff…." e "tr…".
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