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De Felice (Intesa Sanpaolo): "Tre scenari sull'evoluzione del conflitto in Iran; la questione dello stretto di Hormuz è la più preoccupante"

Il Chief Economist di Intesa Sanpaolo ha rilasciato un'intervista a Il Giornale d'Italia in occasione dell'EFFAS Capital Markets Forum 2026 su Savings and Investment Union Latest Developments

27 Marzo 2026

Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, ha rilasciato un'intervista a Il Giornale d'Italia in occasione dell'EFFAS Capital Markets Forum 2026 su Savings and Investment Union Latest Developments. De Felice ha parlato di come si riversa il conflitto in Iran sull'economia europea e italiana.

Oggi ci ha portato un'analisi della situazione generata dal conflitto in Iran, cosa possiamo osservare dal punto di vista economico?

Sì, è un quadro molto complesso che dipende da tantissime variabili, forse la più importante è quella della durata del blocco dello stretto di Hormuz, più ancora che la durata della guerra. Abbiamo disegnato vari scenari, quello più favorevole con un termine del blocco per metà aprile, ma temo sia piuttosto improbabile, uno scenario base, che invece vede il blocco fino alla metà di maggio, in questo scenario abbiamo un impatto sull'inflazione europea e italiana di circa un punto percentuale e una minor crescita di 0,4 punti percentuali sia per l'Eurozona che per l'Italia

Quale potrebbe essere lo scenario peggiore?

In effetti c'è poi un terzo scenario, appunto quello peggiore, che vede il blocco dello stretto di Hormuz fino al termine di agosto e qui peggiora sia l'inflazione, sia la crescita economica, che nel caso italiano potrebbe scendere intorno allo 0,2%. Naturalmente tutte queste valutazioni sono soggette a moltissime variabili, non ultima quella di come intende il presidente americano gestire il periodo preelettorale in vista delle Midterm Elections di novembre.

Chi è Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo

Laurea in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Commerciale L. Bocconi di Milano. Dopo un breve periodo trascorso presso l’Università come teaching assistant, nel 1983 inizia a lavorare presso l’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana (BCI), di cui diventa responsabile nel 1995. 

Tra il 1994 e il 1999 collabora al corso di Economia e Politica Monetaria presso l’Università Bocconi. Dal 2007 al 2010, presidente dell’AIAF (Associazione Italiana per l’Analisi Finanziaria). Dal 2015 al 2018, presidente dell’ICCBE (International Conference of Commercial Bank Economists). 

E’ membro del Chief Economists’ Group dell’EBF (European Banking Federation) e dei Consigli di Amministrazione di Prometeia, ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale), Fondazione Partnership per Bocconi, Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa (ASSBB), Associazione Nazionale per l’Enciclopedia della Banca e della Borsa (Assonebb), SRM (Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), GEI (Gruppo Economisti di Impresa), AIP (Associazione Italiana Politiche Industriali), Fondazione Bruno Visentini, Fondazione Manlio Masi, Fondazione Robert Triffin International (RTI), Rete Urbana delle Rappresentanze (RUR) e di alcuni fondi pensione del Gruppo Intesa Sanpaolo. 

È membro del Comitato Scientifico di diverse associazioni e fondazioni. È autore di pubblicazioni riguardanti l’andamento dei mercati finanziari, l’evoluzione del sistema bancario italiano ed europeo, la politica monetaria, la gestione del debito pubblico.

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