21 Gennaio 2026
Michele Pignotti, AD di SACE, in occasione dell'evento conclusivo del roadshow 'Energie per il futuro dell'export', ha dichiarato:
"Questo evento di oggi segna la chiusura del roadshow che abbiamo avuto in tutte le maggiori regioni italiane. È stato veramente un viaggio molto interessante e ci tengo a dire che questa per noi non è una conclusione, ma è un inizio di un percorso. Questo roadshow non è stato solo una serie di eventi, ma è stato per me e per tutto il team di SACE un'esperienza di ascolto innanzitutto, di confronto di raccolta di input da parte delle aziende sulle loro sfide e su che cosa SACE può fare di più per supportarle. Per noi è stato particolarmente importante il fatto che siamo riusciti a farle nelle nostre sedi territoriali, sia in Italia che all'estero, perché devono sempre più diventare la casa dell'export, come le abbiamo chiamate; una casa aperta inclusiva dove tutte le aziende di tutte le dimensioni possono confrontarsi con dei professionisti di export, di trade finance che illustrino effettivamente tutte le opportunità che ci sono per il supporto del loro business all'estero e in Italia. Le discussioni di oggi sono molto in linea con le conclusioni che noi abbiamo tratto a livello generale. Innanzitutto l'export è il volano e il motore chiave dell'economia italiana.
La nostra performance come Paese e come aziende italiane è stato finora eccezionale. Quest'anno siamo diventati a settembre la quarta potenza commerciale mondiale, siamo riusciti a crescere con l'export del 3,1% in un contesto macro economico e politico molto difficile; questo dimostra la forza e la resilienza delle aziende italiane. Come SACE pensiamo di aver contribuito a queste performance positive in termini molto rilevanti. Abbiamo uno stock chiaramente di di esposizioni, quindi di garanzie di 240 miliardi. Quest'anno sono stati pubblicati i dati Berne Union che fanno un benchmarking delle performance e SACE è stata la numero uno in termini di nuove garanzie concesse a supporto delle esportazioni. Credo che finora le aziende italiane abbiano mostrato tutte le loro capacità in termini di sviluppare l'export, diventando eccellenze mondiali in molti settori. Ci sono però sicuramente in questo nuovo scenario macroeconomico e geopolitico delle sfide importanti e degli elementi strutturali che dobbiamo cambiare se vogliamo continuare a crescere ai ritmi che ha bisogno il nostro Paese, essendo poi l'export il driver principale del PIL. Negli ultimi 15 anni è stata la voce di domanda globale che effettivamente è cresciuta di più e ha dato la maggiore contribuzione poi alla crescita del PIL.
Il networking non è solo praticamente fare business matchmaking, ma è mettere in contatto le aziende di settore, i vari fornitori; abbiamo visto come in alcuni settori, aziende molto piccole (a esempio nell'area space e nell'alimentare), facendo consorzio sono riusciti a raggiungere dei livelli di competitività fortissimi che le hanno fatto entrare nelle supply-chain globali. Il ruolo di SACE va oltre l'erogazione di prodotti di garanzie finanziarie o prodotti assicurativi, si parla di consulenza per facilitare i processi di internazionalizzazione.
L'ultimo tema è quello dell'innovazione, un must. Innovazione tecnologica di processi produttivi, digitalizzazione, utilizzo dell'intelligenza artificiale, ormai sono diventati una priorità non eludibile che richiede investimenti. A fine dicembre, nella legge di bilancio, è stato approvato anche un plafond di 13 miliardi per gli investimenti in Italia proprio su innovazione digitale, transizione energetica. Non appena arriverà il si del Parlamento, vogliamo mettere a disposizione delle aziende italiane anche questo strumento che consentirà di finanziarli in investimenti di sviluppo tecnologico che si traduce in un aumento della competitività.
Su che cosa può fare SACE è un tema legato anche a quello del sistema Italia: dobbiamo lavorare in maniera molto più coordinata con gli altri attori del supporto pubblico, in particolare CDP e SIMEST, perché insieme possiamo fornire un range di servizi molto robusto: dalle garanzie finanziare ai contributi a fondo perduto, forme di finanziamento dette equity e meccanismi di stabilizzazione del tasso di interesse. Questo è un pacchetto non completamente noto alle aziende più piccole della filiera. Da un lato possiamo presentare prodotti congiunti sempre di più, dall'altro lavorare sulla formazione di tutti questi elementi che possono rendere molto più facile il processo di internazionalizzazione o di ingresso in filiere globali. Vi ringrazio per la partecipazione attiva nella survey che dopo utilizzeremo nel nostro piano strategico per fare il fine-tuning delle iniziative e dei prodotti nuovi che dobbiamo mettere sul mercato".
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