21 Gennaio 2026
Claudio Durigon, sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione della presentazione del Rapporto Fondazione Edison 2025 sulle FAB13, le 13 principali imprese a capitale italiano che operano nel settore farmaceutico.
Che valutazione si può dare dell’evento di oggi alla luce dei dati del report?
Il Report ci fornisce indicazioni molto importanti sulla presenza dell’industria farmaceutica in Italia, e soprattutto su come le Big Pharma incidano nel nostro Paese, contribuendo al valore aggiunto che portano all’economia italiana. Siamo fortunati: disponiamo di una forza lavoro qualificata, di grandi dirigenti e, infine, di un’importante eccellenza del Made in Italy. Se in altri settori il Made in Italy è spesso associato all’alimentare o alla moda, qui possiamo parlare di Made in Italy in ambito farmaceutico, un settore che ha sempre resistito agli attacchi del mercato globale, grazie anche a una cultura forte che valorizza queste aziende e questa categoria. Su questo modello si possono ricostruire delle best practice da applicare anche ad altri settori, e credo che l’industria farmaceutica rimanga un vero fiore all’occhiello per l’Italia.
Inoltre, il nostro Paese vanta una forza lavoro di altissimo livello culturale e professionale, che lo rende ancora attrattivo per le Big Pharma. È un binomio vincente tra imprese, grandi dirigenti e lavoratori. Anche nel settore dei farmaci generici, dove si temevano perdite occupazionali, i numeri hanno dimostrato il contrario.
Le FAB13 contano 65 siti produttivi, di cui 29 in Italia, e 51 centri di R&S in tutto il mondo, con un’estesa rete di filiali (in totale sono 289) che supportano le operazioni globali dell’intero gruppo. Le 13 aziende farmaceutiche occupano il 22% degli addetti dell’intera industria farmaceutica in Italia. Gli occupati risultano complessivamente 50.400 circa, di cui oltre 35.000 all’estero (70%) e 15.000 in Italia (30%). Di questi, la metà sono donne. La percentuale di laureati e diplomati supera l’80%.
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