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Illy (Illycaffè): "Siamo il 4° paese al mondo per export e possiamo puntare a essere il 1°, ma viviamo in un contesto dove l'UE e più Europa e meno unione"

Il presidente di Illycaffè è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione della III edizione della Conferenza Nazionale dell’Export, organizzata nell’ambito della Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia

17 Dicembre 2025

Andrea Illy, presidente di Illycaffè, è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione della III edizione della Conferenza Nazionale dell’Export, organizzata nell’ambito della Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia. I numeri, triplicati rispetto allo scorso anno (2150 partecipanti), confermano il crescente interesse per l’azione che la rete diplomatica può svolgere a sostegno delle imprese italiane.

Le richieste di incontri con gli Ambasciatori hanno quest’anno sfiorato le 5.000. Nel pomeriggio, la Farnesina lavorerà per assicurare circa 1.600 incontri, più del doppio dei circa 700 organizzati lo scorso anno, coinvolgendo, insieme agli Ambasciatori, anche i Direttori ICE e gli esperti di SACE, SIMEST e CDP.

Quanto è importante per Illy l'export?

Vitale direi. Illy è la marca di caffè più globale al mondo. Abbiamo cavalcato la globalizzazione per 30 anni, adesso il mondo non è più così. Però nel frattempo siamo presenti in più di 140 Paesi con più di 2/3 delle vendite fuori dall'Italia. Quindi bisogna riorganizzare le priorità, i Paesi, l'approccio ma l'export rimane uno dei principali motori della crescita. Bene che sia altrettanto per l'Italia e che ci sia una tenuta. Proprio in questi giorni la conferma che siamo il 4.º Paese esportatore al mondo è una cosa magnifica. Ottime le politiche proattive del governo che stimolano l'export anche nei paesi più difficili. E però è chiaro che si vive un contesto di maggiore incertezza, perché tra i BRICS, i dazi, l'Unione europea che è più europea che Unione, insomma bisogna interpretare e ci sono anche sempre più ostacoli da sormontare.

E se dovesse fare un augurio per il futuro cosa vorrebbe? 

Io credo che l'Italia abbia un vantaggio competitivo enorme. In particolare sul settore del cosiddetto made in Italy quindi i prodotti premium alta gamma e lusso aspirazionale che abbracciano più di dieci settori e rappresentano più del 60% dell'export italiano. Perché abbiamo questo ingegno e questa creatività italiana che nasce dalla nostra cultura e anche dalla bellezza del nostro Paese. Quindi possiamo scalare ulteriormente le classifiche. E perché non puntare a essere numero 1 o 2 invece che numero quattro? Sicuramente l'Italia è amatissima in tutto il mondo, ci sono solo due categorie di persone: quelli che sognano di venire in Italia o quelli che sognano di tornarci e quindi poi questo sogno italiano si tramuta in consumi a casa, nello stile di vita, nell'abbigliamento. Questo riconoscimento UNESCO straordinario della cucina italiana sicuramente creerà delle sinergie, quindi io penso che l'Italia possa darsi degli obiettivi di un ulteriore raddoppio dell'export a lungo termine.

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