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McKinsey, Nicola Sandri: “Sostenibilità nel real estate, -40% di emissioni entro il 2050”

Nicola Sandri, Senior Partner McKinsey & Company, a Il Giornale d’Italia: “Cento mln di famiglie nei paesi sviluppati hanno difficoltà ad avere una casa adeguata. In Italia si sta rispondendo sia con il FIA (CDP), ma anche con nuovi investimenti che arrivano grazie al Recovery Plan”

23 Giugno 2022

Nicola Sandri, Senior Partner McKinsey & Company, in occasione di Believe, ha affermato a Il Giornale d’Italia: "Sono quattro i grandi trend che abbiamo trattato oggi. Il primo è la sostenibilità, nel real estate fondamentale un solo numero: -40% di emissioni serra attese nel settore entro il 2050.

Il secondo grande trend è l’inclusività, che è la grande sfida che abbiamo di fronte sia come società sia come settore. Bisogna considerare che 100 mln di famiglie nei paesi sviluppati hanno difficoltà ad avere una casa adeguata, dobbiamo fare qualcosa per loro. Ci sono dei rendimenti interessanti anche tra gli investitori istituzionali: fino al 2-4% su investimenti di lungo periodo. Google lo sta già facendo in Silicon Valley per aiutare i propri impiegati ad avere una casa. Anche la Cassa Depositi francese che sta realizzando circa 35mila appartamenti. In Italia si sta rispondendo sia con il FIA, il fondo promosso da CDP, ma anche con nuovi investimenti che arrivano grazie al Recovery Plan.

Terza area interessante è la rigenerazione urbana, che chiamerei riqualificazione e trasformazione. Qui ci sono più di cento milioni di m2 da riqualificare: uffici, ospedali, università, case, social housing, student housing e senior living. Come Italia siamo un po’ il fanalino di coda su tutti. Abbiamo meno della metà dell’offerta della media europea per lo student, circa il 5% a livello europeo di immobili non utilizzati, in Italia siamo al 20%. Come vecchiaia media delle case, in Italia ci sono più del 40% degli immobili che hanno più di 60 anni, nella media europea sono al 30%. Qui bisogna intervenire e c’è un’opportunità significativa anche se guardiamo alla parte di trasformare dall’acquisto puro all’affitto, costruire per affittare, il cosiddetto build to rent.

Ultimo grande trend è la tecnologia e i dati e in particolare come questi possono modificare il nostro modo di vivere nelle città. Ci attendiamo a livello europeo più di 1 mln di colonnine elettriche nel 2025, che corrispondono a più di 100mila a livello nazionale. Ancora, fino a 300mila nuove auto autonome immatricolate all’anno a livello europeo nel 2030. Interessante che il caso d’uso principale non sarà tanto l’auto privata ma sarà l’auto condivisa, flotte di robot-taxi, auto che si muovono in autonomia e che hanno meno bisogno di parcheggi. Si sta intervenendo per creare queste piattaforme tecnologiche che integrano auto automatiche, monopattini, biciclette e car sharing, trasporto pubblico e privato, le cosiddette mobility as a platform. 10 mld di investimenti attesi nei prossimi anni a livello globale per rendere queste tecnologie funzionali, un mercato che può arrivare fino a quasi 2 mld all’anno di ricavi da business commissionali con un 15% di crescita media all’anno che corrisponde ad un raddoppio ogni 5 anni”, conclude.

 

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