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BasicNet, Marco Boglione: “Le aziende oggi devono puntare su quello che hanno fatto negli scorsi vent’anni”

“Affrontiamo il tema della sostenibilità come lo affrontiamo da vent’anni: qui abbiamo messo i prati sui tetti, i pannelli solari e abbiamo cercato di usare meno plastica possibile. Credo che le aziende che fra vent’anni non saranno completamente ecosostenibili non esisteranno più”. L’intervista a Il Giornale d’Italia  

08 Giugno 2022

Marco Boglione, fondatore e presidente del gruppo BasicNet, da uno dei rooftop del BasicVillage di Torino, uno spazio unico nel quale il pullulare di idee e la concretezza della loro possibilità di realizzazione è tangibile, ha raccontato a Il Giornale d’Italia le sfide del presente, la resilienza di un’azienda che ha saputo consolidarsi nel tempo e che, proprio del tempo, ha saputo cogliere lo spessore filosofico. Come recita un proverbio cinese: “Il momento migliore per piantare un albero era vent’anni fa. Il secondo miglior momento è ora”.

L’intervista de Il Giornale d’Italia a Marco Boglione, fondatore e presidente del gruppo BasicNet

Cosa è cambiato con la pandemia e cosa vi ha permesso di consolidare solidi risultati?

“Con la pandemia è cambiato tutto. Sapevamo, quando era cominciata, che la nostra capacità stava proprio nel saperci adattare velocemente ai cambiamenti. Avevamo progettato un’azienda veloce, flessibile, tutta digitale e i risultati sono stati molto buoni. Abbiamo affrontato da subito la prova dello smart working, ancora prima che ci fossero le disposizioni governative.”

Come sta impattando invece la situazione geopolitica attuale e il conflitto in Ucraina sul vostro modello di business? Su cosa devono puntare le aziende in questo momento delicato?

“Grandi cambiamenti sul nostro modello organizzativo di business non ce ne sono stati, c’è stata l’attivazione di una modalità speciale e di massima allerta e i colleghi hanno reagito meglio di quanto ci potessimo aspettare. Nessuno ha fatto distinguo.”

“Credo che le aziende debbano contare su quello che hanno fatto negli scorsi vent’anni. Sicuramente sono cambiati tutti gli scenari. Non sappiamo più quanto costano le materie prime e non le troviamo più e la stessa cosa vale per la manodopera, per i trasporti, per i cambi. Tutte le certezze sulle quali le aziende basavano le loro proiezioni non ci sono più. A parte tutto questo, va tutto bene per le aziende che si sono assestate bene, che erano solide di gruppo, di persone, di rapporti, di credibilità. In questi momenti bisogna tirare fuori quello che avevi in cascina.”

Come affrontate il tema della sostenibilità?

“Affrontiamo il tema della sostenibilità come lo affrontiamo da vent’anni: qui abbiamo messo i prati sui tetti, i pannelli solari e abbiamo cercato di usare meno plastica possibile. Credo che le aziende che fra vent’anni non saranno completamente ecosostenibili non esisteranno più. Oltre alle leggi e alle disposizioni mondiali in materia, saranno infatti i consumatori che vorranno acquistare prodotti che non inquinano. Questi che sembrano oggi dei fatti di immagine sono invece assolutamente concreti e probabilmente chi non si adatterà sarà messo gentilmente fuori dal mercato.”

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