26 Marzo 2026
Il presidente statunitense Donald Trump, in un punto stampa alla Casa Bianca, ha svelato il misterioso "regalo" dell'Iran agli Usa. Secondo il tycoon, sarebbe stato il passaggio di 10 petroliere dallo Stretto di Hormuz, come anticipato da Il Giornale d'Italia. Poi, la minaccia: "Possiamo essere il peggior incubo di Teheran se non accetterà il nostro accordo".
Il presidente americano Donald Trump ha intensificato le sue critiche agli alleati della Nato e ha rilasciato una serie di dichiarazioni forti durante una riunione di gabinetto alla Casa Bianca, dove ha toccato temi che vanno dal ruolo dell’alleanza alla guerra in corso contro Iran.
Trump ha aperto con un duro giudizio sugli Stati europei, osservando che “noi siamo lì a proteggere l’Europa dalla Russia — in teoria la cosa non ci riguarderebbe. Abbiamo un grosso, grasso e meraviglioso oceano a separarci”. Secondo il presidente, “ci siamo sempre stati quando avevano bisogno del nostro aiuto, o almeno prima era così… Ma ora non lo so più, ad essere onesti”. Ha poi aggiunto un avvertimento alla Nato: “Questo doveva essere un test… non lo dimenticheremo. Se non avete aiutato, ce lo ricorderemo”.
Sempre nel corso del briefing, Trump ha citato un gesto che ha definito simbolico da parte di Teheran: “L’Iran ha autorizzato il passaggio di dieci petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz come regalo”, un’azione che ha interpretato come un segnale di buona volontà nella contesa diplomatica in corso.
Sul fronte militare, il presidente ha ribadito, almeno a parole, l’intenzione di continuare l’offensiva: “Ci sono altri bersagli che vogliamo colpire prima di andarcene”. Ha descritto gli iraniani come “pessimi combattenti ma ottimi negoziatori” e ha affermato che il conflitto potrebbe concludersi rapidamente, sostenendo che “i tempi della guerra in Iran sono di 4‑6 settimane e siamo molto in anticipo sulla tabella di marcia”, preparando di fatto un'exit strategy.
Le sue affermazioni sono state accompagnate da ulteriori dichiarazioni di membri dell’amministrazione: il segretario di Stato Marco Rubio ha sostenuto che “ogni presidente avrebbe dovuto lanciare guerra contro Teheran”, mentre il capo del Pentagono Pete Hegseth ha detto: “Preghiamo per un accordo, ma continueremo a negoziare con le bombe”.
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