06 Marzo 2026
Nuova telefonata-trappola dei comici russi Vovan e Lexus, già noti per diversi scherzi a leader e figure politiche internazionali. Questa volta hanno preso in giro Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià dell’Iran. I 2 si sono finti emissari del cancelliere tedesco Friedrich Merz, arrivando a prospettare un possibile intervento militare contro Teheran. Durante la chiamata uno dei comici si è presentato travestito da Hitler e ha chiesto a Pahlavi se fosse “pronto a governare”.
I comici russi Vovan e Lexus tornano dunque al centro della scena internazionale con una nuova telefonata-trappola che coinvolge una figura di primo piano dell’opposizione iraniana. Il duo, noto per aver già ingannato leader politici come Meloni, ha contattato Reza Pahlavi fingendosi rappresentanti del cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Nel corso della conversazione i due hanno sostenuto che la Germania sarebbe pronta a partecipare a un attacco contro il regime di Teheran insieme a Stati Uniti e Israele. Un’ipotesi presentata come imminente e parte di un piano internazionale per rovesciare l’attuale leadership iraniana.
A rendere ancora più surreale lo scambio è stato il modo in cui uno degli interlocutori si è presentato: con il nome “Adolf” e baffetti simili a quelli di Adolf Hitler, senza tuttavia suscitare sospetti nel principe iraniano.
Uno dei comici, travestito da Hitler ha riferito a Pahlavi: “Ho parlato con il cancelliere Merz ed è pronto a lanciare un’operazione militare. Cosa ne pensi se iniziamo un’operazione militare? Sei pronto a venire a Teheran e guidare un nuovo governo?”
La risposta di Pahlavi non si fa attendere: “Si. Quello di cui abbiamo parlato con gli americani è il fatto che per quanto riguarda l’IRGC o qualsiasi altro agente compreso il ministero dell’intelligence e così via, deve essere neutralizzato affinchè la popolazione civile abbia la possibilità di tornare in piazza e, alla fine, prendere il controllo di ciò che deve essere preso. Nel frattempo, stiamo lavorando per ottenere sempre più disertori dalla nostra parte. Molti di loro provengono dall’esercito, dai gruppi paramilitari, ma anche dalla burocrazia civile. Nel momento in cui il regime crollerà definitivamente saremo pronti ad intervenire e colmare il vuoto.”
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