05 Marzo 2026
Roma, 5 mar. (askanews) - La Commissione di vigilanza della Camera dei rappresentanti Usa, guidata dai repubblicani, ha votato per citare in giudizio la procuratrice generale Pam Bondi affinché testimoni sulla gestione da parte del dipartimento dei documenti relativi a Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019. La mozione per citare in giudizio Bondi è stata approvata con 24 voti favorevoli e 19 contrari, con sostegno bipartisan, scrivono i media americani.
Mercoledì 4 marzo il dipartimento ha riconosciuto che decine di migliaia di file di Epstein sono "offline" mentre sostiene di occuparsi di questioni di redazione e privacy.
"Il procuratore generale Bondi sostiene che il Dipartimento di Giustizia ha reso pubblici tutti i file di Epstein. I fatti sono chiari: non è così", ha scritto su X la deputata repubblicana Nancy Mace, tra i sostenitori della richiesta.
"So che Bondi ha testimoniato davanti alla Commissione Giudiziaria, ma non davanti a me o al Comitato di Vigilanza. Devo andare a fondo di questa questione per gli altri sopravvissuti di Jeffrey Epstein", ha detto Mace ai giornalisti dopo il voto.
I Democratici al Congresso degli Stati Uniti hanno pubblicato a dicembre foto e video che mostrano la lussuosa residenza a Little St. James, l'isola privata delle Isole Vergini americane, dove Epstein, avrebbe costretto ragazze minorenni ad avere rapporti sessuali con uomini potenti. Le immagini girate nel 2020, un anno dopo la morte in carcere di Epstein, restituiscono un quadro inquietante dell'ex nascondiglio caraibico del miliardario. Obiettivo ribadito più volte dai dem, e condiviso anche da una parte del popolo MAGA, è aumentare la pressione sull'amministrazione Trump affinché rispetti l'obbligo di pubblicare tutti i files, come prevede l'Epstein Files Transparency Act (EFTA), che il presidente Usa ha promulgato a novembre 2025 e che prevedeva che tutti i documenti fossero resi pubblici entro 30 giorni (con alcune eccezioni). Il vice procuratore generale Todd Blanche ha annunciato la pubblicazione di 3 milioni di pagine di fascicoli alla fine di gennaio, affermando tuttavia che il dipartimento ne avrebbe trattenuti circa altri 3 milioni.
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