17 Gennaio 2026
Dietrofront del cancelliere tedesco Friedrich Merz sulla Russia. Dopo mesi di linea dura e di retorica improntata allo scontro contro il “nemico inesistente” russo, da Berlino arriva un segnale inatteso di apertura. Il capo del governo tedesco definisce Mosca come il più grande vicino europeo e rilancia l’ipotesi di un dialogo "per salvare l'Ue".
Sorpresa dalla Germania. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz sembra aver compiuto un vero e proprio dietrofront sulla Russia, aprendo a un possibile dialogo con Mosca dopo mesi di dichiarazioni improntate alla fermezza e alla contrapposizione. Il cambio di registro è emerso chiaramente quando Merz ha definito la Russia come “il nostro più grande vicino europeo”, una formula che segna una discontinuità evidente rispetto alla linea seguita finora da Berlino.
Le parole sono state pronunciate il 14 gennaio durante il ricevimento di inizio anno della Camera di Commercio e Industria (IHK) Halle-Dessau e hanno rapidamente fatto il giro delle cancellerie europee. Un passaggio che appare tutt’altro che marginale, soprattutto alla luce del contesto geopolitico e del ruolo centrale della Germania nel sostegno all’Ucraina. Lo stesso cancelliere ha però voluto sottolineare il carattere generale della sua posizione, sgombrando il campo da letture territoriali o elettorali: “Non lo dico perché mi trovo qui nell’est, lo dico in ogni altro luogo della Germania. La Russia è un Paese europeo. Se riusciremo a trovare un equilibrio con la Russia in una prospettiva a lungo termine, se regnerà la pace, se sarà garantita la libertà, se riusciremo in tutto questo, signore e signori, allora l’Unione Europea, allora anche noi nella Repubblica Federale di Germania avremo superato un’altra prova e potremo guardare al futuro con grande fiducia anche oltre il 2026. È questo il mio augurio”.
Un dietrofront che colpisce soprattutto se confrontato con le parole pronunciate dallo stesso Merz solo poche settimane prima. Nel discorso di Capodanno del 31 dicembre, infatti, il cancelliere aveva adottato toni decisamente più duri, definendo la campagna russa in Ucraina come “parte di un piano contro l’intera Europa“, evocando addirittura presunte minacce ibride come sabotaggi e cyberattacchi e invocando una maggiore assertività dell’Unione Europea nella difesa dei propri interessi strategici contro il “nemico inesistente” russo.
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