Sabato, 03 Gennaio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Gaza, ex Idf Shaul: "Nessun soldato che abbia operato nei territori palestinesi occupati ha mani pulite, perché li considerano subumani" - VIDEO

Yehuda Shaul, fondatore di Breaking the Silence, denuncia la routine invasiva dell’Idf nei territori occupati e una disumanizzazione sistemica dei palestinesi

13 Agosto 2025

L'ex membro dell'Idf e fondatore dell'associazione Breaking the Silence Yehuda Shaul ha dichiarato in un'intervista: "Nessun soldato che abbia operato nei territori palestinesi occupati ha le mani pulite, siamo tutti responsabili della situazione a Gaza; li considerano subumani".

Gaza, ex Idf Shaul: "Nessun soldato che abbia operato nei territori palestinesi occupati ha mani pulite, perché li considerano subumani"

Yehuda Shaul, ex sergente dell’Idf e cofondatore dell’organizzazione Breaking the Silence, ha reso pubbliche dure testimonianze sulla condotta militare nei territori palestinesi occupati."Nessun soldato che abbia operato nei territori palestinesi occupati ha le mani pulite. Non è vero che ogni soldato voglia effettivamente uccidere i palestinesi, ma credo che nessuno abbia veramente la mani pulite, perché non vedono i palestinesi come esseri umani uguali a loro".

Shaul racconta un episodio emblematico della sua esperienza a Hebron, durante la Seconda Intifada: "Ti faccio un esempio: niente di eccezionale, niente di scandaloso, solo qualcosa di banale e di routine. Io ho servito per 14 mesi a Hebron. Mentre noi stiamo parlando, ci sono due pattuglie militari lì, la cui missione militare è quella di far sentire la loro presenza. La logica militare dice che se i palestinesi sentono che noi siamo lì ogni giorno, ogni secondo, loro avranno paura di attaccare. Quindi, facciamo sentire la nostra presenza".

Poi, il racconto: "Inizi il turno di notte di 8 ore, dalle 22 alle 06, cammini per le strade di Hebron, irrompi in una casa palestinese a caso, scelta dal sergente in carica. Entri, svegli gli abitanti, separi gli uomini e le donne, poi la metti a soqquadro, fingendo di cercare elementi pericolosi per l'esercito israeliano. Poi sali sul tetto, salti da un tetto all'altro, scendi in un'altra casa, svegli tutti e poi fai così per otto ore. Immagina questo per 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, da settembre 2000, quando è iniziata la Seconda Intifada. L'idea è che ogni palestinese senta il fiat sul collo dell'Idf: deve continuamente domandarsi quando apparirà, cosa farà, cosa succederà, quando finirà. In gergo militare, è creare la sensazione di essere perseguiti".

Seguici su

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti