23 Luglio 2024
Lo scorso lunedì 22 luglio, lo stesso esercito israeliano aveva emesso l'ordine temporaneo di evacuazione dai quartieri orientali di Khan Younis (nel sud della Striscia di Gaza), invitando i cittidini palestinesi a riversarsi nella zona umanitaria di al-Mawasi. “Restare in quest'area è diventato pericoloso”, avevano comunicato le Israel Defense Forces (IDF). Poi, pochi minuti dopo che un portavoce militare israeliano su X aveva emesso nuovi ordini di evacuazione invitando i residenti della zona a fuggire, è avvenuto il bombardamento, il raid il cui bilancio delle vittime accertate sale ad almeno 70 morti e oltre 200 feriti, molti dei quali in gravi condizioni. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Hamas sul suo canale Telegram, aggiornando dunque il bilancio provvisorio di ieri fornito da Fonti mediche citate dall'agenzia di stampa palestinese Wafa e da Al Jazeera. Come riportato, la maggior parte dei morti e dei feriti gravi sono donne e bambini. Anche l'ospedale Nasser di Khan Younis, l'ultimo rimasto nella striscia di Gaza meridionale, ha ricevuto un numero crescente di feriti che non si arresta da ieri mattina, tra cui molti bambini, quando le forze israeliane hanno iniziato i loro attacchi aerei e terrestri. Un filmato video condiviso online e verificato dall’agenzia di controllo dei fatti Sanad di al Jazeera ha mostrato l’arrivo di un camion carico di morti e di persone ferite.
Ospedali di Gaza al collasso, Mahmoud Abou Reida all’AFP: “Corpi dei bambini smembrati"
Tra le 70 persone uccise nelle ultime ore ci sono molti bambini, secondo un rapporto provvisorio del Ministero della Sanità nella Striscia di Gaza, controllata da Hamas. Davanti all'ospedale Nasser si sono svolte scene strazianti sotto lo sguardo impotente degli operatori sanitari: un uomo che brandiva il cadavere di un neonato urlando, una donna crollata dal dolore che sbatte la testa mentre un parente cerca di consolarla, persone coperte di sangue con gli occhi stravolti. “Non c'è più spazio per i pazienti” né nei corridoi né nelle sale operatorie, ha detto all'AFP (Agence France-Presse) Mohammed Zaqout, direttore generale degli ospedali nel territorio palestinese, aggiungendo che non può curare tutti i feriti. Oum Mahmoud Abou Reida, fuggito dalla zona Est della città in seguito agli attacchi ha detto all'AFP di aver visto "molti" morti sulla strada, compresi "corpi smembrati di bambini", donne e anziani".
La morte dei 2 ostaggi di Hamas a Khan Younis
Dal canto loro, le Forze di difesa israeliane hanno confermato attacchi contro "decine di obiettivi" nei quali sono stati "eliminati terroristi", indicando la zona colpita di Khan Younis come sito di lancio di razzi da parte di Hamas. Inoltre, già ieri le stesse forze militari israeliane avevano confermato la morte di due ostaggi prigionieri dell’organizzazione palestinese: si tratta di Alex Dancyg, 76 anni, e Yagev Buchshtav, 35 anni. Si ritiene che i due fossero detenuti insieme a Khan Younis e che la loro morte risalga a mesi fa, come precisano l’IDF citando informazioni di intelligence, mentre già a marzo Hamas aveva affermato che Buchshtav era morto per mancanza di cibo e medicine e Dancyg era stato ucciso dal fuoco israeliano. Il Times of Israel spiega che l'esercito non ha fornito dettagli sulle circostanze del decesso e la stessa L'IDF ha sottolineato che c’è un'indagine in corso a riguardo. Dancyg e Buchshtav erano stati rapiti da Hamas dalle loro case nel kibbutz Nir Oz e nel kibbutz Nirim durante l'assalto del 7 ottobre. La moglie di Buchshtav, Rimon Kirsht Buchshtav, è stata rapita insieme a lui e poi rilasciata il 28 novembre nell'ambito di un accordo con Hamas.
Netanyahu: “Ringrazierò Biden, Israele alleato di qualunque presidente”
Nel frattempo Il Premier israeliano Benjamin Netanyahu, in viaggio verso Washington, ringrazierà il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, durante il loro incontro nella capitale statunitense, ribadendo il vincolo di alleanza che lega USA e Israele da sempre a prescindere da chi guidi la Casa Bianca: “Israele e Stati Uniti saranno alleati oggi, domani e sempre”. Lo ha annunciato Netanyahu prima di salire per la prima volta sul Wing of Zion, il suo jet ufficiale che lo porterà negli Stati Uniti. Qui, oltre a Biden, incontrerà la vice presidente e candita alle presidenziali di novembre Kamala Harris, per ribadire il concetto: “In questo periodo di guerra e incertezza, è importante che i nemici di Israele sappiano che America e Israele sono uniti, oggi, domani e sempre”, ha sottolineato, affermando che Israele resterà il più forte alleato degli Stati Uniti in Medioriente chiunque sarà a novembre il futuro presidente americano. “Vedrò il presidente Biden, che conosco da oltre quarant'anni - ha detto Netanyahu -. Sarà un'opportunità per ringraziarlo per le cose che ha fatto per Israele durante la guerra e durante la sua lunga e illustre carriera nel servizio pubblico, come senatore, vicepresidente e presidente”. L'incontro “sarà anche un'opportunità per discutere con lui su come portare avanti nei mesi critici a venire gli obiettivi che sono importanti per entrambi i nostri Paesi: ottenere il rilascio di tutti i nostri ostaggi, sconfiggere Hamas, affrontare l'asse terroristico dell'Iran e garantire che tutti i cittadini di Israele possano tornare sani e salvi alle loro case nel nord e nel sud”, ha concluso Netanyahu.
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