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Zaporizhia, a settembre referendum per annessione alla Russia: "Il voto online"

Ieri l'annuncio della volontà di annettere Zaporizhia alla Russia attraverso un referendum a Settembre, la proposta dei russi è quella di effettuare un "voto on line" per preservare l'incolumità dei civili

Di Maria Melania Barone

09 Agosto 2022

Zaporozhye o Zaporizhia è il nome di una città ucraina recentemente interessata dagli allarmi all'interno della centrale nucleare, ma è anche la città dell'Ucraina che ha la più grande centrale nucleare del paese e che fu interessata dalle accuse di Mosca che avrebbe trovato le prove del tentativo di costruzione di una bomba nucleare attraverso un progetto top secret realizzato nella centrale da americani e ucraini. Un'accusa su cui non sono state fornite prove , se non la fotografia di documenti classificati, ma che non sono stati opportunamente verificati. Ciò che importa è quel che rimane: una città contesa perché importante.

Zaporizhia, Referendum annessione alla Russia: "Chi prende la città della centrale mette in ginocchio Kiev" 

Attualmente chi prende Zaporizhia prende l'Ucraina per l'importanza dell'apporto energetico che questa centrale è in grado di fornire. E così sui canali russi, la dichiarazione del capo (russo) dell'oblast di Zhaporizhia che intervenendo al forum "Siamo insieme alla Russia" ha annunciato di aver firmato un ordine per indire un referendum sulla riunificazione con la Federazione Russa.

Nella regione di Zaporozhye, affermano che il referendum sull'adesione alla Russia può svolgersi online per non mettere in pericolo la vita delle persone nel contesto degli attacchi terroristici delle Forze armate ucraine.

A mio parere, è necessario affermare in modo audace e aperto qui che la regione di Zaporozhye ha deciso di adottare le migliori pratiche degli Stati Uniti e di condurre il voto secondo gli standard americani avanzati e di enfatizzare il voto per corrispondenza, come è stato nelle elezioni di Biden a 2020. Vediamo come i democratici criticheranno il voto per corrispondenza a Zaporozhye.

Il capo della regione di Zaporozhye al forum "Siamo insieme alla Russia" ha annunciato di aver firmato un ordine per indire un referendum sulla riunificazione con la Federazione Russa

 "In vostra presenza" - ha detto il capo dell'oblast, durante un comizio - "ho firmato un decreto della commissione elettorale centrale di Zaporizhzhia per iniziare a lavorare sulla questione dell'organizzazione di un referendum per riunificare la regione alla Federazione Russa".

Il Referendum che fu già annunciato

L'annuncio spiega che i piani di annessione della parte sud dell'Ucraina alla Russia e della città di Zaporizhzhia con centrale nucleare annessa, vadano spediti, ma già il 14 giugno scorso Oleg Buryak, capo dell'Amministrazione militare del distretto di Zaporizhia, conosciuto anche per il sequestro del figlio sedicenne che fu fatto prigionieri dai russi, aveva annunciato all'Adnkronos che il Cremlino da tempo aveva progettato una road map per inglobare nel territorio russo, anche attraverso lo strumento referendario, le aree del Donbass, del Luhansk, Mykolaiv, Kherson, Zaporizhzhia, Mariupol, Odessa: "Mosca sta elaborando vari modelli per legalizzare l'annessione temporanea dei territori occupati e di quelli che ambisce ad occupare e sta testando le reazioni di paesi come Cina, India, Brasile o neutrali come la Turchia, che in Crimea ha interessi per la presenza dei tatari. Io prevedo che il Cremlino possa voler affidare il ruolo di presidente dei territori occupati a Viktor Yanukovich (ex presidente dell'Ucraina, ndr) che potrebbe chiamare questa creazione Stato dell'Ucraina; che potrebbe volerlo inserire poi in una Unione degli Stati di cui faranno parte anche Russia e Bielorussia, così da giustificare eventuali ulteriori futuri passi di annessione dell'Ucraina libera".

Il capo militare ucraino fa anche un'importante riflessione sul fatto che la Russia ha agito e agisce come paese di contenimento contro l'espansione cinese, cosa che agli americani fa comodo e per questo nessuno vorrebbe distruggere il paese con 11 fusi orari. Ma non è la stessa visione che hanno avuto Putin e Medvedev che invece sono convinti del contrario. Ieri Medvedev ha detto che l'Occidente vuole distruggere la Russia. Invece l'analisi di Buryak è la seguente: "La Cina sta assorbendo l'Estremo Oriente della Russia e la Siberia. Putin lo capisce, gli americani lo sanno e lo temono moltissimo. Per questo gli Usa non ci consegnano le armi di cui adesso abbiamo bisogno e non consentono all'Ucraina di sconfiggere apertamente Mosca. La Russia va sfinita, a nessuno conviene distruggerla del tutto; va alimentato lo scontento in modo che il passaggio di potere avvenga in modo più morbido. Tuttavia c'è un aspetto con cui nessuno ha ancora fatto i conti: riguarda lo spirito degli ucraini, che tengono testa, sono pronti a combattere ed a farlo fino all'ultimo". Ne parla con l'Adnkronos Oleg Buryak, capo dell'Amministrazione militare del distretto di Zaporizhia, conosciuto anche per il sequestro del figlio sedicenne, prigioniero dei russi da oltre due mesi, che guardando alla guerra aggiunge: "Prevedo un congelamento del confitto da settembre a marzo 2023. Poi la guerra riprenderà e potrebbe durare a lungo, almeno altri 3 anni"

Zelensky: "Se la Russia annette Zaporizhia, mai più negoziati"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky annuncia che non ci sarà nessun colloquio di pace se il paese procederà con un referendum nelle aree occupate. La notizia arriva mentre Russia e Ucraina continuano ad accusarsi reciprocamente di aver bombardato la centrale di Zaporizhia, nel sud dell'Ucraina, caduta in mano ai soldati russi all'inizio di marzo.

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha formalmente chiesto Mosca e Kiev di autorizzare l'ingresso dei tecnici per un'ispezione d'urgenza. Anche gli Stati Uniti hanno ripetutamente chiesto alla Russia di cessare le operazioni militari vicino agli impianti nucleari, com'è tornata a ripete la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre: "Combattere vicino a un impianto nucleare è pericoloso - ha detto Jean Pierre - e continuiamo a chiedere alla Russia di cessare tutte le operazioni militari presso o vicino agli impianti nucleari ucraini e di restituire il pieno controllo all'Ucraina. Da parte nostra, continuiamo a sostenere gli sforzi dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica per adempiere al suo mandato di salvaguardia tecnica e per assistere l'Ucraina con misure di sicurezza nucleare in alcune parti degli impianti nucleari".

di Maria Melania Barone

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