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Palamar, vicecomandante Azov, smentisce resa: "Sono dentro Azovstal" - VIDEO

Il vicecomandante del battaglione Azov Sviatoslav Palamar: "Sono qui. La nostra operazione nell'acciaieria continua, ma non rivelerò i dettagli"

20 Maggio 2022

Sviatoslav Palamar, vicecomandante del battaglione Azov, smentisce la resa: "Io sono ancora dentro Azovstal", afferma in un video che diffonde sui social nella notte. "Oggi è l'85esimo giorno di guerra. Io e il comando militare ci troviamo nell'acciaieria Azovstal di Mariupol", dice davanti alla telecamera del telefono. Il filmato di Palamar fa poi velocemente il giro dei social e del web. Il militare mette a tacere così le notizie circolate ieri, giovedì 19 maggio 2022, sul suo "fallimento" e "abbandono" di fronte alle truppe russe che, ormai da diverse settimane, stanno assediando la zona.

Palamar smentisce la resa: VIDEO

Il vicecomandante del battaglione Azov pubblica dunque un video che viene subito ripreso dai media ucraini e non. Un video in cui è lo stesso Sviatoslav Palamar a smentire le voci sulla sua resa. "Sono dentro Azovstal. Sono ancora qui", ribadisce lo stesso uomo più volte. "La nostra operazione nell'acciaieria continua, ma non rivelerò i dettagli", fa sapere il combattente ucraino.

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Nel frattempo continua la guerra in Ucraina e, mentre le truppe di Vladimir Putin continuano ad assediare l'ormai famosa acciaieria Azovstal di Mariupol, città ucraina con un ruolo centrale in questo conflitto tra Kiev e Mosca, il Cremlino afferma che in tutto sarebbero 1.730 i soldati "nemici" che si sarebbero arresi alle forze russe in questi giorni. Di questi, 771 lo avrebbero fatto proprio nelle ultime 24 ore.

Inoltre i media filo-russi fanno anche sapere che Mosca ha inserito nella "lista dei ricercati" due uomini, entrambi comandanti del battaglione Azov. Si tratta in particolar modo del 28enne Sergey Velichko e del 26enne Konstantin Nemichev. A rendere noti i nomi è lo stesso ministero degli Interni russo. Sia Velichko, sia Nemichev sono originari di Kharkiv. I soldati di Azov sono accusati dal Comitato inquirente di Mosca di "complicità in un attentato alla vita di almeno otto soldati russi nella regione di Kharkiv".

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