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Amundi SGR, Proli: "Investire in diversificazione sulle nuove energie alternative come l’idrogeno"

Paolo Proli, Head of Retail Division Amundi SGR: "Il Salone ci sta ridando l’attenzione giusta dove mettere la human capital al centro, la transizione ecologica come motore di opportunità e di innovazione insieme alla digitalizzazione di tutto questo"

11 Maggio 2022

Paolo Proli, Head of Retail Division Amundi SGR al Il Giornale d’Italia:

"Quest’anno la parola d’ordine è sempre legata al concetto di sviluppo sostenibile ed è stato ricalibrare mettendo la human capital al centro. L’esperienza dell’essere umano deve essere interpretata come benessere sociale all’interno di una grandissima transizione ecologica che stiamo attualmente vivendo".

Stiamo facendo questo Salone in un momento particolare dove la crisi energetica non è solamente una questione di necessità, ma di decarbonizzazione del modello di sviluppo dell’essere umano sul pianeta per mitigare i cambiamenti climatici e rallentare la tendenza della curva del surriscaldamento dovuto all’effetto serra.

Il Salone ci sta ridando l’attenzione giusta dove mettere la human capital al centro, la transizione ecologica come grandissimo motore di opportunità e di innovazione insieme alla digitalizzazione di tutto questo. Questi sono i temi che nelle varie conferenze stiamo cercando di affrontare di più insieme per modificare l’atteggiamento e l’abitudine al consumo".

Paolo Proli: "La prima cosa da fare su un portafoglio di investimenti è metterlo in protezione, in sicurezza, garantire che il profilo rischio-rendimento rimanga equilibrato con l’appetito per il rischio da parte da parte degli  investitori"

Sul risparmio gestito, di come sta cambiando e di come Amundi SGR guidi i consumatori Proli dichiara: "Il primo effetto è che durante una crisi geopolitica come questa bisogna coscientemente analizzare l’ottimizzazione dei portafogli di investimento per proteggerlo anche in fase di volatilità importanti. La prima cosa da fare su un portafoglio di investimenti è metterlo in protezione, in sicurezza, garantire che il profilo rischio-rendimento rimanga equilibrato con l’appetito per il rischio da parte da parte degli  investitori. Poi ragionare sul futuro, quindi non spaventarsi sul breve, ma ragionare sul lungo periodo e in questo assecondare le transizioni obbligatorie che abbiamo. Le abitudini al consumo devono cambiare, non possiamo più pensare ad un’economia lineare ma dobbiamo pensare ad un’economia circolare. Indubbiamente siamo in una fase di grandissima trasformazione, il XXI secolo deve essere il secolo delle energie rinnovabili per cui guardando al lungo termine investire coscientemente in diversificazione sulle nuove energie alternative come l’idrogeno, dove Amundi in questo momento si sta posizionando come leadership sul mercato anche per portare nuove soluzioni di investimento sull’ecosistema dell’idrogeno".

Riguardo alla transizione energetica Proli commenta: "Dobbiamo fare transizione energetica, ma ha un costo. Dobbiamo evitare che diventi un costo sociale per cui bisogna coinvolgere tutti gli attori, non solo l’industria del risparmio gestito o gli investitori privati, ci sono quelli pubblici e ci sono i policy maker e gli stati che devono garantire una qualità sociale in tutta la trasformazione" e, in considerazione all'impreparazione dell'Italia sulla transizione energetica commenta: "Perché era più facile andare avanti con i vecchi modelli, rapidità di esecuzione, capacità di massimizzare il rendimento dell’investimento in poco tempo, cicli economici visti nel breve periodo soprattutto da chi poi deve decidere di fare questo come leadership ma con un’alternanza molto rapida. A forza di cambiare idee nel breve periodo per obiettivi di breve non abbiamo raggiunto ancora quello di lungo periodo che a favore delle prossime generazioni."

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