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Messina (Intesa Sanpaolo) all'evento Fabi: "Il de-risking è uno dei temi più importanti del nostro dialogo impresa"

Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo, a Il Giornale d'Italia: "I gruppi bancari hanno bisogno di ridurre al minimo i rischi e noi accelereremo la riduzione del portafoglio dei Non Performing Loan per diventare una delle migliori banche d’Europa"

13 Dicembre 2021

Carlo Messina, Consigliere Delegato e Chief Executive Officer di Intesa Sanpaolo, a Il Giornale d'Italia in occasione del 126° consiglio nazionale del mondo bancario, promosso da Fabi:

"Oggi è importante essere consapevoli che i gruppi bancari hanno bisogno di ridurre al minimo i rischi della loro attività e noi su questo stiamo lavorando e accelereremo la riduzione del portafoglio dei Non Performing Loan in modo da poter diventare una delle migliori banche d’Europa. Questo è indispensabile perché la dinamica della redditività prospettica non deve trovare nel mondo della qualità del credito un cancello che possa impedire di trasformare la dinamica dei ricavi e costi in utile netto."

"Non sono così convinto che le analisi sulla possibile trasformazione delle moratorie dei Non Performing Loan sia così realistica, perché il settore delle imprese in Italia è molto più solido e noi lo vediamo tutti i giorni operando con loro. Il tema del de-risking rimane comunque una delle componenti più importanti del nostro dialogo impresa"

"La seconda componente la citava prima Sileoni è rappresentata dalla consapevolezza di quelli che possono essere gli sviluppi futuri delle attitudini dei clienti verso la banca e della possibile competizione che i gruppi bancari si troveranno a fronteggiare nel corso dei prossimi anni. È un punto che deve essere assolutamente affrontato e risolto oggi perché ci troveremo sennò di fronte a una componente di competizione che difficilmente potrà essere gestita fra qualche anno."

Inoltre, definisce "troppo accelerate" le tempistiche per la cessione delle quote eccedenti il 3% del capitale di Bankitali da parte delle grandi banche. "Oggi si parla di proposte di legge per portare questo livello al 5% ma qui c'è un punto che non è chiarito: i soggetti che devono detenere queste quote devono essere italiani ma non possono avere più del 3% del capitale della Banca d'Italia. Questo crea un vincolo che, secondo me, dovrebbe essere risolto", conclude Carlo.

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