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Patuelli, ABI: "Dopo il digitale ci saranno altre evoluzioni nel mondo bancario"

Antonio Patuelli, Presidente ABI a Il Giornale d’Italia in occasione dell'evento Fabi: "Non penso che ci saranno delle banche tutte digitali e delle altre tutte fisiche: ci sarà un’osmosi con dei dosaggi diversi a seconda dei piani industriali in gestione"

13 Dicembre 2021

Antonio Patuelli, Presidente ABI a Il Giornale d'Italia in occasione dell'evento Fabi:

“Noi abbiamo un contratto nazionale di lavoro che ha delle scadenze, bisogna essere tempestivi oltre che pertinenti prima di esse e venendo da quasi due anni di pandemia, che abbiamo prevenuto con tutta una serie di istituti anche quando la pandemia stessa non era immaginabile, dobbiamo fare tesoro ed esperienza di tutti i cambiamenti che ci sono in atto."

Per quanto riguarda il futuro delle banche ha spiegato: “Tutte le banche sono diverse e in concorrenza tra di loro, rimane il fatto che le tecnologie prima o poi vengono adottate da tutti per la ragione della competizione. Non penso che ci saranno delle banche tutte digitali e delle altre tutte fisiche: ci sarà un’osmosi con dei dosaggi diversi a seconda dei piani industriali in gestione"

Sui rischi in termini occupazionali del mondo bancario in Italia ha affermato: “Non è un Risiko perché non è un gioco: è un’attività molto importante a cui si devono dedicare chi gestisce, chi amministra le banche e gli azionisti, sono loro alla fine i sovrani delle decisioni. Il digitale non è la fine della storia perché dopo il digitale ci saranno altre evoluzioni scientifiche e tecnologiche. È chiaro che è una rivoluzione tecnologica di grandissimo rilievo ma non l’ultima e nemmeno la prima. Io penso che i problemi vadano affrontati senza essere paralizzati dalla loro durezza ma con animo sereno e costruttivo, per risolverli di volta in volta con lungimiranza.”

“Nel febbraio 2017, proprio con la mia presidenza in ABI, è stato firmato un accordo con tutte le rappresentanze sindacali nazionali contro le pressioni commerciali indebite, e di conseguenza è prevista una metodologia sia nazionale che aziendale per prevenire e correggere l’eventualità di pressioni indebite. Non dobbiamo inventare un qualcosa che è invece da applicare sempre: io sono per l’applicazione di un accordo che c’è e che è stato recepito dal nuovo e vigente contratto nazionale. Applicare gli accordi sempre", ha concluso.

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