20 Marzo 2026
Lidia Sella, autrice e studiosa, è stata intervistata da Il Giornale d'Italia in occasione del convegno "L’aforisma contemporaneo in Italia. Le nuove voci” tenutosi presso la Biblioteca Braidense. Nell'intervista ha messo in evidenza le sue preoccupazioni per la situazione contemporanea.
Quanto è importante questo evento per il mondo dell'aforismo e della lingua italiana?
Sono felice che siano arrivate tante persone, perché questo dimostra che c'è interesse per una forma di scrittura breve. Io credo che essa condensi concetti, pensieri, riflessioni, esperienze ed emozioni. Sarebbe bello se i giovani, abituati ai messaggini, li riempissero di maggiore contenuto. Credo che tutte le letture in campo aforistico li aiuterebbe in questo, cioè a produrre una comunicazione di significato.
Come gli aforismi si legano alla vita quotidiana?
Io credo che le fonti di ispirazione per l'aforista siano tantissime e sicuramente il vivere sociale lo sia in gran parte. Non credo che, se una persona vivesse come un eremita su un'isola deserta, avrebbe tanto materiale per scrivere aforismi.
Avete istituito un premio per i giovani aforisti, quanto è importante sostenere i giovani autori?
Io ritengo sempre che si debba seminare sul terreno dei giovani. Credo che tutti i nostri sforzi debbano essere orientati in quella direzione, perché sono il nostro futuro.
Cosa consiglierebbe a una persona che vuole avvicinarsi a questo mondo?
Di leggere moltissimo, di esercitarsi nell'autocritica – perché scrivere è questo – di perseguire la sintesi e di provare a dire qualcosa di originale. Per fare ciò, bisogna sapere che cosa è stato scritto prima.
Una lettura aforistica che consiglierebbe a tutti?
Sicuramente io amo gli aforisti italiani, quindi Longanesi, Flaiano; però c'è una distesa infinita di aforisti molto interessanti, come spiegava anche il professor Ruozzi, in qualunque nazione europea, dall'Inghilterra alla Francia, alla Germania.
Un overview sulla situazione geopolitica attuale?
Sono preoccupata, ho paura che si possa trasformare questo conflitto in una guerra atomica. Naturalmente tutti sostengono che non esiste più il diritto internazionale, ma io sono convinta che non sia mai esistito, perché basterebbe considerare che Israele non ha mai rispettato una risoluzione ONU negli ultimi 80 anni.
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