16 Gennaio 2026
Michelangelo Pistoletto è stato intervistato dal Il Giornale d'Italia in occasione dell'inaugurazione dell'opera "Il tempio del giudizio" dove ha parlato della difficile situazione in Iran e il ruolo delle donne.
Da dove nasce questa sua opera?
Nasce da un lungo percorso di tutto il mio lavoro alla ricerca della mia identità, ma anche alla ricerca di come l'arte può essere l'origine di una trasformazione in un tempo in cui tutto si è diretto verso un potere enorme dell'essere umano che creando continuamente è arrivato a un punto di capacità distruttiva e costruttiva, diciamo di parivalenza. Per cui adesso dobbiamo far sì che questo nuovo simbolo che io ho creato, che è il simbolo trinamico del Terzo Paradiso, permetta di mettere i due estremi, tutte le contrapposizioni nei due elementi che sono rappresentati nei cerchi esterni per unirli al cerchio centrale e farne nascere qualcosa che non è mai esistito. Quindi è il simbolo della creazione. La creazione deve diventare possesso comune per lavorare insieme nella creazione di una nuova società.
Qual è il messaggio di quest'opera?
Il messaggio è che soprattutto partendo dalle religioni noi possiamo considerare che la metafisica del pensiero umano sia fondamentale. Meta vuol dire "oltre", fisica vuol dire "corpo", vuol dire l'esistenza pratica. Quindi la metafisica è l'oltre e il fisico. Le religioni lavorano nell'oltre e portano alla fisicità della trasformazione di una società nuova.
Un commento sulla drammatica situazione in Iran
La situazione in Iran è una delle drammatiche situazioni dove il governo è basato su un potere che è quello del dio religioso che impera, il maschio imperatore. E quindi addirittura la rivolta è una rivolta che oggi si vede chiaramente delle donne che non accettano più il maschio imperatore ma vogliono essere parte della vita sociale. E questo è già un principio per capire quanto un sistema deistico al governo non abbia senso, in quanto avrebbe senso se portasse il benessere della complicità della convivenza. Allora avrebbe senso, ma così il senso non c'è.
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