13 Gennaio 2026
Milano, 13 gen. (askanews) - La Pinacoteca Ambrosiana, in soli 4 anni, passa da 60.000 visitatori a circa mezzo milione e chiude il bilancio in positivo per il terzo anno consecutivo. Più del 50% degli ingressi rispetto al 2024: un risultato importante, che consolida il ruolo di questa istituzione culturale, sia in Italia sia a livello internazionale.
Istituita nell'aprile del 1618 dal Cardinale Federico Borromeo, l'Ambrosiana, il museo più antico di Milano, ha saputo conquistare ora nuovi visitatori grazie a una serie di iniziative di grande impatto, sul fronte contemporaneo: una tra tutte, la mostra di Pietro Terzini. Mantenendo un'offerta unica: dai capolavori di Leonardo da Vinci agli altri giganti della storia dell'arte, Caravaggio, Botticelli, Tiziano, Raffaello. Sono 24 le sale con capolavori di tutti i tempi. Oltre ad alcune chicche come i guanti indossati da Napoleone a Waterloo, gli astrolabi e le sfere armillari della collezione Settala, o la teca contenente una ciocca di capelli di Lucrezia Borgia: davanti ad essa vennero a ispirarsi illustri poeti come Gabriele D'Annunzio e Lord Byron.
Secondo Antonello Grimaldi, segretario generale della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, questo successo di pubblico è il frutto di una gestione della "cultura" manageriale ed inclusiva non elitaria ed autoreferenziale. Una gestione che si basa su pilastri fondamentali: preservare, valorizzare, innovare e comunicare, sempre all'insegna della sostenibilità finanziaria, culturale e sociale.
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