24 Dicembre 2025
All'Off/Off Theater di Roma, nella fascinosa e centralissima via Giulia, è andata in scena, in pieno tempo natalizio, la pièce “In nome della madre”; sul palco, da venerdì 19 a domenica 21 dicembre, l'attrice Margherita Remotti diretta dal duo registico Pierpaolo Sepe e Riccardo Festa. L'omonimo romanzo di uno tra gli autori contemporanei più amati, Erri De Luca, ha così trovato voce luci e rappresentazione in un quadro moderno, fatto di parole tratte dalle immagini descritte proprio nel suo libro.
Fonte: uff.st. Carla Fabi Credits: foto di Ph. Sara Galimberti
Al centro del monologo vi è la vita di Miriàm/Maria, la madre di Ieshu/Gesù, che per tutta la durata dell'opera si trova nel suo grembo come qualsiasi nascituro in quello della madre. L’atmosfera è sospesa tra terra e cielo, ossia fra uno sguardo costantemente rivolto a Dio e una vita quasi del tutto terrena, frastagliata ahimè anche di invidie ed altri sentimenti poco nobili tipici negli uomini: questa donna non sposata e non più illibata, che scandalo! E che pazienza Maria, forte e resiliente, innamorata perdutamente del suo Gesù e accompagnata soavemente da un uomo e compagno di vita esemplare, Giuseppe. In un'ambientazione contemporanea, dunque, avvolta da stupore e mistero ed intrisa di umanità, in cui si racconta la storia di una donna che, per amore, sfida il mondo con il proprio corpo, la protagonista passa dal terrore allo stupore, dal dubbio alla certezza. Maria incarna una forza sovrumana, attraverso le vicende umane, una forza dalla quale nasce il mistero della Grazia, lo scandalo dell'Amore di cui, oggi, il mondo avrebbe più bisogno che mai: il sì di Maria all'importante nascita e al suo profondo significato universalmente valido è un sì detto contro pregiudizi, barriere fisiche e confini geografici, perfino a prescindere dalla morte.

Margherita Remotti Credits: Ph. Sara Galimberti Fonte: uff.st. Carla Fabi
Davvero interessanti le "trovate" sceniche, fra effetti luci, musiche e vestiario, vestizione inclusa; molto in parte l'attrice, il cui viso, contornato da un velo che ci fa immediatamente credere di avere la Vergine madre di fronte a noi, richiama moltissimo quello della madre di Cristo. Il monologo, intervallato da parecchi stacchi musicali, che la stessa protagonista chiama dal palco, dando letteralmente il via al tecnico del suono, si segue bene, seppure il testo sia, genericamente parlando, complesso. Il teatro scelto per la mise en scène è assolutamente adatto, con la sua dimensione quasi intimista e la sua aura "off", indicata del resto già nel nome.
Margherita Remotti Credits: Ph. Sara Galimberti Fonte: uff.st. Carla Fabi
Margherita ci racconta, nella breve video intervista che segue, della pièce, della "sua" Maria e di sè professionalmente, con un progetto a venire di importanza addirittura internazionale: complimenti!
Cogliamo l'occasione per promuovere lo spettacolo dal vivo e invitare le persone a non smettere di affollare i teatri, come anche i cinema, luoghi tutti meravigliosi di grande crescita personale e sociale e persino di distrazione dai nefasti eventi che, ora, colpiscono il mondo. Andiamo a teatro!
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