28 Novembre 2025
Fortunato Ortombina, Sovrintendente e direttore artistico del Teatro Alla Scala è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione della conferenza di presentazione per la stagione 2025/2026 che vedrà la sua Prima il 7 dicembre con l'opera Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitrij Šostakovič, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa del compositore.
Cosa vuol dire per lei essere sovrintendente?
È una grande responsabilità, è indubbiamente una grande soddisfazione. E io sono qui. Quando comincio a lavorare in un posto per me diventa casa mia, anche se so che un giorno tutto questo finirà. Per me vuol dire anche condividere la musica con altre persone, sia quelle che lavorano con te, come i tecnici, l'orchestra, il coro, gli amministrativi che fanno un lavoro straordinario, ma anche poi la gente che viene a sentire, condividere questi tesori che sono stati scritti per voi, per l'umanità. Questa è la cosa che mi riempie il cuore solo a pensarci.
Quest'opera io la prima volta l'ho vista alla Scala nel 1992 e quella volta la dirigeva il maestro Chung e quindi è una coincidenza. È un'opera un po' di passaggio. Allo stesso tempo la forza di tutta questa gente che c'è qua, che è qui per voi milanesi prima di tutto ma poi per il mondo intero, per l'Italia. La forza di queste persone e di quest'opera è sotto i riflettori e tutti cercano di lavorare al meglio per rendervi il migliore risultato possibile. Io quando ero a La Fenice non ho mai pensato di fare la competizione con la Scala. Ho cercato di fare bene La Fenice e ogni teatro deve fare bene quello che fa. E La Scala costituisce una una punta di diamante rispetto alla nostra civiltà, non solo musicale perché qui c'entra proprio l'interazione fra un'istituzione e la sua città e quindi vuol dire anche la partecipazione delle aziende più importanti. Io l'ho sentito sempre parlare bene della Scala quindi non mi preoccuperei. La musica è superiore a qualunque forma di contrasto ideologico, non a caso tutti i dittatori cercano di avere degli amici fra i musicisti. Questo vale anche per Mussolini, non è che fosse amico di Toscanini però diciamo che lo lasciava girare qua per Milano senza che succedesse niente. Hitler andava regolarmente a teatro, così come Putin. Loro sanno che il teatro musicale ha un ascendente sul loro popolo più forte di quello che hanno loro. Non è che non dobbiamo fare la musica russa perché abbiamo un problema con la Russia. Lo sa anche Putin che Shostakovich e Musorgskij sul popolo russo hanno un ascendente superiore al suo.
Monti ho sentito dire che molto difficilmente ci sarà, speriamo di vederlo presto. Ecco, non dovete perdere quest'opera che è un'opera clamorosa ed è fra le opere più grandi di tutta la storia.
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