25 Marzo 2026
Roma, 25 mar. (askanews) - Le imprese farmaceutiche statunitensi rivestono un ruolo di rilievo nel tessuto produttivo e scientifico italiano, contribuendo alla ricerca clinica, all'innovazione e allo sviluppo dell'intero settore. L'impatto economico generato nel 2024 sul territorio è stimato in circa 6,3 miliardi di euro, con un effetto occupazionale complessivo pari a quasi 22.600 addetti; con quasi 180 milioni di investimenti in Ricerca & Sviluppo si conferma anche il ruolo di primo piano delle farmaceutiche USA nella ricerca clinica nel nostro Paese. L'Italia è dunque considerata una localizzazione vantaggiosa, anche se permangono criticità strutturali - soprattutto regolatorie ed amministrative - che limitano l'attrattività del Paese. È quanto fotografa una ricerca realizzata dalla Luiss Business School e promossa dalla Camera di Commercio americana su un campione rappresentativo di aziende.
Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact Luiss Business School: "Evidenzia il ruolo assolutamente centrale delle imprese americane in Italia nell'innovazione. Basta dire un dato: circa il 50% della ricerca clinica, degli investimenti in ricerca clinica in Italia, nel 2023-2024, sono stati realizzati dalle imprese americane. L'Italia è sempre stata un paese rilevante nella ricerca anche perché si riconosce l'eccellenza di molti nostri centri di ricerca, di molti nostri studiosi, ma la competizione è diventata molto più forte. Questa è una fase veramente di transizione, in cui occorre rafforzare in maniera decisiva i fattori di attrattività del Paese per gli investitori internazionali in ricerca e innovazione".
Simone Crolla, Managing Director American Chamber of Commerce in Italy: "In questo paper cerchiamo di lavorare per promuovere delle ulteriori innovazioni che facilitino un ulteriore afflusso di questi investimenti americani, che comunque proiettano l'Italia nel mercato mondiale dell'innovazione farmaceutica. AmCham fa questo lavoro da 110 anni. Gli Stati Uniti sono il primo investitore straniero nel nostro Paese e la prima destinazione dei nostri investimenti e merci al di fuori dell'Unione Europea. Quindi c'è una simbiosi totale su quello che vuol dire investimenti e creazione del valore".
Per il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, quella delle farmaceutiche degli Stati Uniti è "una presenza significativa" in Italia e merita perciò "un approccio sistemico" da parte del Ministero, aspetto che sarà affrontato anche nel Testo unico della legislazione farmaceutica.
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