19 Marzo 2026
Milano, 19 mar. (askanews) - Andrea Branzi, architetto, designer, professore, curatore e artista, figura centrale del design italiano e del pensiero progettuale, raccontato attraverso lo sguardo dell'architetto giapponese premio Pritzker Toyo Ito, coautore di numerosi progetti con Branzi e suo amico di lunga data. È la mostra, ampia e gioiosa, che Triennale Milano e Fondation Cartier pour l'art contemporain presentano nell'istituzione milanese nell'ambito del loro partenariato.
Il progetto è intitolato "Andrea Branzi by Toyo Ito - Continuous Present". E come si declina questo presente conitnuo? "Il rapporto tra Andrea Branzi e Toyo Ito - ci ha risposto Nina Bassoli, curatrice Architettura rigenerazione urbana e città Triennale Milano e co-curatrice della mostra - è un rapporto anche di amicizia e di grandissima stima reciproca, che si è influenzato un po' lungo tutta la loro carriera, ha a che fare con il tema del tempo, che non è inteso come il passato, il futuro, che il moderno, l'architettura moderna intendeva con le città, ma è uno stato d'animo, è uno stato del presente che va vissuto, percepito e attraversato. Ed è un presente continuo, come quello di un fiume che non è mai lo stesso ma che è sempre un fiume. Questa è un po' la metafora che Toyo Ito propone come schema allestitivo".
Una metafora che comprende anche l'aspetto più artistico del lavoro di Branzi, che con la Fondation Cartier aveva già lavorato nell'esposizione "Open Enclosures" del 2008, e due di quelle installazioni sono presenti in Triennale. "Sono degli ambienti - ha aggiunto Michela Alessandrini, curatrice Fondation Cartier pour l'Art Contemporain e co-curatrice della mostra nei quali l'architettura e il design si spingono anche un po' oltre, diventando arte contemporanea quindi per definizione, come diceva Andrea Branzi, più liberi perché più pronti alla ricerca".
L'idea di Toyo Ito è quella di creare un flusso ininterrotto, che diventa qualcosa di fluido, ma che pure presenta 400 opere su undici sezioni, con anche un grande lavoro site specific. E in un certo senso Branzi, in Triennale, torma a casa. "Lo sguardo di Toyo Ito - ha concluso il presidente della Triennale Stefano Boeri - riesce straordinariamente a mettere in evidenza gli aspetti più particolari, più potenti, più magici del lavoro di Andrea Branzi, che è stato un pensatore poliedrico, geniale, capace di esplorare mondi nuovi di continuo, curiosissimo".
La mostra è aperta al pubblico fino al 4 ottobre.
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