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Agamben Senato oggi: "Situazione peggiore di quella dell’Unione Sovietica di Stalin". VIDEO

L'accademico ha esposto le sue motivazioni per cui il Green pass è "un dispositivo di controllo"

07 Ottobre 2021

Il professore e filosofo Giorgio Agamben ha esposto i suoi dubbi intorno al Green pass durante un collegamento video in audizione al Senato. Una situazione, quella che ora viene discussa intorno al decreto legge 2394, che riguarda in particolar modo l’estensione del Green pass obbligatorio a tutti i lavoratori dal 15 ottobre. Per l'accademico siamo arrivati a una "situazione peggiore di quella dell’Unione Sovietica di Stalin", dove un certificato vaccinale fa la differenza tra chi è escluso o accettato. Insieme al collega Massimo Cacciari ha da tempo avviato una campagna di opposizione alla certificazione verde, che ha aperto forse l'unica vera sede di discussione di una misura così drastica.

L'invettiva di Agamben: "Green pass mostruosità giuridica"

"C’è un’evidente contraddittorietà nel decreto in questione", accusa Agamben. "Il Governo, con l’apposito Decreto legge numero 44 del 2021, detto scudo penale, si è esentato da ogni responsabilità per i danni prodotti dal vaccino e quanto gravi possono essere questi danni risulta dal fatto che all’interno del decreto ci si riferisca ad articoli del codice penale riguardanti l’omicidio colposo e le lesioni colpose".

"Ciò significa, sottolinea il filosofo, che lo Stato non si sente di assumere la responsabilità per un vaccino che non ha terminato la sua parte di sperimentazione e cerca di costringere con ogni mezzo i cittadini a vaccinarsi escludendoli dalla vita sociale ed ora privandoli anche dalla possibilità di lavorare. È possibile immaginare una situazione giuridicamente moralmente più abnorme? Lo Stato accusa di irresponsabilità chi sceglie di non vaccinarsi quando è lo stesso stato che declina ogni responsabilità in merito alle possibili gravi conseguenze (articolo 589 e 590 morte e lesione). A mio avviso configura una vera e propria mostruosità giuridica".

Società del controllo

Il professore ha anche fatto leva sul problema più politico della certificazione verde: "È stato detto che il Green pass serve ad obbligare la gente a vaccinarsi io credo che si debba dire il contrario, il vaccino è un mezzo per costringere la gente ad avere il Green pass, dispositivo che permette di controllare e tracciare come mai fatto prima. Si è arrivati al modello delle società di controllo digitale e virtualmente illimitato dei comportamenti individuali. Ci stiamo abituando a questi dispositivi di controllo ma fino a che punto siamo disposti ad accettare che si spinga?"

"È possibile che cittadini che vivono in una società democratica si trovino in una situazione peggiore di quella dell’Unione Sovietica di Stalin?", accusa Agamben. "I sovietici erano obbligati ad avere un lasciapassare per spostarsi da un paese all’altro, noi siamo obbligati ad avere un green pass per andare al cinema, al ristorante e ora ancora più grave per andare a lavorare. Come si possa accettare per la prima volta in Italia dopo le leggi razziali fasciste, che si creino cittadini di seconda classe che subiscono restrizioni che sono identiche a quelle che subirono i non ariani: ma almeno loro potevano circolare".

Per terminare il suo discorso il filosofo e accademico parla di vera e propria trasformazione (in negativo): "Tutto fa pensare che i decreti legge vadano inquadrati in un processo di trasformazione delle istituzioni e dei paradigmi di governo, trasformazione che avviene senza cambiare il testo della Costituzione, quindi surrettiziamente: vengono cancellate le democrazie parlamentari". "Sicurezza ed emergenza non sono fenomeni transitori ma rappresentano la nuova forma di governabilità", conclude. "Serve soffermarsi sulla situazione politica in corso e non solo sulla salute, alla lunga è destinata a svuotare il parlamento dai suoi poteri, riducendolo, come sta avvenendo ora, ad approvare solo decreti in nome sulla biosicurezza, decreti emanati da persone che con il parlamento hanno ben poco a che fare".

 

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