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Green pass Cacciari, i ricercatori: "Può chiedere alla Scienza, ma accetti le risposte"

Continua il dibattito a suon di pubblicazioni dopo che il filosofo e politico ha lanciato la provocazione sull'obbligo vaccinale

30 Luglio 2021

Green pass Cacciari, i ricercatori: "Può chiedere alla Scienza, ma accetti le risposte"

Sul Green pass il filosofo e politico Massimo Cacciari aveva lanciato una provocazione su tutti i fronti, interrogando Governo e Scienza su alcuni nodi critici intorno al discorso sull'obbligo vaccinale nella campagna di immunizzazione dal Covid19. Ma i ricercatori non ci stanno, e su vari canali stanno rispondendo all'editoriale dello scandalo. Per loro, Cacciari "può chiedere alla Scienza, ma deve accettare le sue risposte". Continua quindi il dibattito sulla legittimità di chiedere l'obbligo vaccinale ai cittadini, correlata da alcune incertezze su durata e validità dei vaccini contro il Covid.

Il titolo dell'editoriale firmato da Cacciari era già un programma: "Ecco perché dico no al Green Pass e alla logica del sorvegliare e punire" pubblicato sul quotidiano La Stampa, con cui Massimo Cacciari ha posto una serie di domande alla scienza e al diritto in merito a vaccini anti-Covid e al Green Pass. Già negli scorsi giorni il filosofo si era espresso in maniera critica sul tema, firmando col collega Giorgio Agamben un intervento pubblicato dall’Istituto italiano degli studi filosofici di Napoli.

Green pass Cacciari, i ricercatori: "Può chiedere alla Scienza, ma accetti le risposte"

A rispondere a Cacciari sono presto arrivati alcuni rappresentanti di punta del mondo della ricerca. L’immunologa Antonella Viola professoressa ordinaria di Patologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e Direttrice Scientifica dell’Istituto di Ricerca Pediatrica - Città della Speranza, il biologo Enrico Bucci e il farmacologo Silvio Garattini.

Viola inizia precisando che "il Green pass, durante una pandemia che è costata ben oltre i quattro milioni di vite umane – di cui 128 mila in Italia - e che ha causato dolore e difficoltà a tutti i livelli della società, non rappresenta uno strumento punitivo ma protettivo; serve a tutelare la salute pubblica e a restituire libertà e lavoro a quelle persone che hanno dovuto rinunciarvi a causa del coronavirus". La direttrice di Dipartimento prosegue poi ricordando che "in questi mesi abbiamo dovuto affrontare due gravi emergenze dal punto di vista sanitario: i decessi e lo stress degli ospedali. Nessuno potrà dimenticare la fila di bare di Bergamo o le immagini di medici e infermieri esausti e traumatizzati". Un altro aspetto toccato dal documento di Cacciari e Agamben riguarda l’efficacia e la sicurezza dei vaccini su cui, scrive la scienziata, "non è possibile lasciar spazio ad ambiguità". La professoressa Viola allora replica: "I vaccini funzionano tutti e contro tutte le varianti che sono finora emerse, nel senso che proteggono dalla malattia grave e, quindi, dalla morte. Questo non significa che non sia possibile ammalarsi gravemente e persino morire, se si è vaccinati, perché nessun farmaco funziona nel 100% dei casi. Ma la probabilità è molto bassa, decisamente più bassa rispetto a chi vaccinato non è".

Green pass Cacciari, Bucci: "Dove Ema avrebbe scritto quello che lei cita?"

Enrico Bucci, biologo e Adjunct Professor presso la Temple University di Philadelphia, risponde invece con un articolo dove argomenta passo dopo passo le accuse di Cacciari. "A tutti coloro che hanno ricevuto il vaccino è stata presentata la documentazione necessaria al consenso informato. Inoltre dobbiamo un merito anche a quella parte dei medici e degli operatori sanitari che ha informato e verificato nel dettaglio, rispondendo alle domande dei pazienti. I cittadini hanno conosciuto con così grande dettaglio, aggiornamento e meticolosità la natura di ciò che si iniettavano", conclude l’esperto. 

Sulla questione del documento dove Pfizer afferma di non conoscere gli effetti a lungo termine del vaccino, Bucci risponde: "Intanto, per il vaccino influenzale che inoculiamo ogni anno non vi è affatto un periodo di anni di sperimentazione clinica, visto che ogni anno si cambia vaccino a causa della variazione di quelli che si ritengono saranno i ceppi prevalenti nell’inverno [...] I tempi di sviluppo e di somministrazione di massa di alcuni vaccini sono stati anche più ristretti del caso attuale; e anche se in quelle occasioni ci fu già chi prospettò potenziali e indefiniti ‘effetti a lungo termine’, questi non sono stati osservati".

E sulle delibere additate dall'ex sindaco di Venezia commenta: "Dove, caro Cacciari, Ema avrebbe scritto una cosa simile? Io trovo nel “Risk Management Plan” per il vaccino Pfizer, redatto da Ema alla fine di aprile, quanto segue (coerentemente ripetuto in tutti i documenti precedenti): I componenti del vaccino, lipidi e Rna, non sono attesi avere potenziale cancerogeno o genotossico”.

Green pass Cacciari, i ricercatori: "Può chiedere alla Scienza, ma accetti le risposte"

Il professore Silvio Garattini,  farmacologo e fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, che ha risposto punto per punto alle domande poste da Cacciari. Sulle tempistiche della sperimentazione dei vaccini, per esempio, dice: “Non si dimentichi che siamo in emergenza. Se avessimo aspettato anni quanti morti avremmo avuto? Comunque le tappe fondamentali della sperimentazione sono state rispettate. Il vaccino anti-influenzale viene sperimentato in pochi mesi. È vero, infatti l’autorizzazione dei vaccini è condizionata e vale per tre anni. Comunque, data la composizione chimica dei vaccini a RNA è improbabile che vi siano sostanze cancerogene. Va detto che anche per molti farmaci questi studi arrivano in un secondo tempo".

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