09 Febbraio 2026
Squadra israeliana di bob, fonte: Facebook, @Dov Lipman
Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 sono ufficialmente iniziate, ma emerge un paradosso evidente nel mondo dello sport: il Comitato olimpico e le federazioni internazionali confermano una linea di rigore assoluto verso Russia e Bielorussia, escludendo quasi tutti i loro atleti. Al contrario, Israele partecipa senza alcuna sanzione, nonostante il genocidio nella Striscia di Gaza.
Anche con i Giochi di Milano Cortina 2026 in corso, prosegue la linea dura nei confronti di Russia e Bielorussia, escluse da quasi tutte le discipline sotto l’egida delle federazioni internazionali. Nessun provvedimento, invece, riguarda Israele, alimentando un evidente squilibrio nelle misure adottate dal mondo sportivo internazionale, visto il genocidio commesso dallo stato israeliano nella Striscia di Gaza.
Il mondo delle federazioni continua a escludere in maniera compatta Russia e Bielorussia. La FIS, competente per sci alpino, fondo, freestyle, snowboard e combinata nordica, ha deciso di non permettere agli atleti dei due Paesi di prendere parte alle qualificazioni olimpiche, rendendo impossibile la loro presenza ai Giochi ora in svolgimento. Decisione condivisa anche dall’IBU per il biathlon e da altre discipline di scivolamento, mentre sono rimaste aperte solo poche porte: scialpinismo, pattinaggio artistico, pattinaggio di velocità e short track, sotto l’Unione Internazionale Pattinaggio.
Si tratta di un quadro che continua a penalizzare Mosca, nonostante il CIO permetta formalmente la partecipazione individuale di atleti neutrali dopo un rigoroso processo di selezione. Il Comitato Paralimpico, dal canto suo, ha già autorizzato il ritorno degli atleti russi con i propri simboli nazionali. Ma la decisione finale spetta alle federazioni, che nella maggior parte dei casi hanno confermato le sanzioni introdotte dopo l’inizio della guerra in Ucraina nel febbraio 2022.
La FIS ha ribadito la propria posizione con una votazione esplicita “per non agevolare la partecipazione di atleti di Russia e Bielorussia come atleti neutrali individuali (Ain) alle qualificazioni Fis”, escludendoli quindi anche dai Giochi di Milano-Cortina. Una scelta che ha suscitato la reazione del Cremlino: il portavoce Dmitry Peskov ha espresso “delusione” per la decisione, aggiungendo che la Russia “continuerà il suo scrupoloso e paziente lavoro” con la FIS per difendere gli interessi dei propri atleti.
Una fermezza che contrasta con la totale assenza di misure nei confronti di Israele, nonostante il protrarsi del genocidio a Gaza. Un doppio standard che, mentre le competizioni olimpiche si svolgono, continua a suscitare discussioni a livello internazionale.
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