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Djokovic, l'Australia lo ferma ancora: domani l'udienza decisiva

Secondo le autorità australiane la presenza di Novak Djokovic agli Open 2022 "potrebbe incoraggiare il sentimento contro i vaccini Covid". Ma il mondo dello sport (e non solo) è diviso. "No alla campagna diffamatoria contro di lui"

15 Gennaio 2022

Djokovic, l'Australia non molla: il tennista è di nuovo in stato di fermo

Fonte: Instagram Novak Djokovic

L'Australia insiste ancora su Novak Djokovic: il numero uno del tennis mondiale è di nuovo in stato di fermo. Lo rendono noto oggi, sabato 15 gennaio 2022, i suoi avvocati. Secondo il Governo australiano la presenza del serbo nel Paese per gli Open 2022 "potrebbe incoraggiare il sentimento contro i vaccini Covid". Djokovic infatti, che lo scorso dicembre ha contratto il Coronavirus, non è vaccinato. Ma domani sarà il giorno decisivo: finalmente scopriremo se l'atleta potrà prendere parte alla competizione mondiale o meno. 

Djokovic espulso dagli Australian Open?

Mentre il mondo dello sport si divide sulle sorti di Djokovic, le autorità australiane presentano una memoria davanti alla giustizia, chiedendo ancora una volta l'espulsione del serbo dal Paese. Il suo nome però solo due giorni fa, il 13 gennaio scorso, era apparso sul tabellone del primo girone del torneo. Per il campione era previsto l'incontro con il connazionale e collega Miomir Kecmanovic. 

D'accordo con la decisione di mandare via dalla competizione Djokovic è lo spagnolo Rafa Nadal. "L'Australian Open è molto più importante di qualunque giocatore", commenta. Al momento l'atleta serbo rimane in stato di fermo e quindi in attesa che venga discusso il suo appello contro l'espulsione dall'Australia. "L'Australian Open - conclude il rivale - sarà un grande Australian Open con o senza di lui".

Dall'altra parte invece milioni di persone da tutto il mondo si muovono in difesa del serbo. "Contro di lui state facendo una vera e propria campagna diffamatoria", commentano puntando il dito contro le autorità australiane. "No Djokovic no party", scrivono sui social i suoi sostenitori. "Mandarlo via? Errore gravissimo. Sarebbe davvero un grande sbaglio. Pensate alla sua immagine e agli investimenti degli sponsor..."

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