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Djokovic espulso dagli Australian Open, Malagò a Il Giornale d'Italia: "Mai visto una cosa gestita peggio"

A Il Giornale d'Italia, il presidente del CONI Giovanni Malagò ha commentato l'espulsione di Djokovic dagli Australian Open: "A torto o ragione, è evidente che tutto questo andava sistemato a monte e non a valle"

14 Gennaio 2022

Djokovic espulso dagli Australian Open: l'Australia ha annullato il suo visto

Fonte: lapresse.it

Novak Djokovic è stato espulso dagli Australian Open, dopo che il ministro dell'Immigrazione Alex Hawke ha usato il suo potere personale per annullare il visto del tennista serbo. "Ho deciso per motivi di salute e buon ordine a tutela dell'interesse pubblico", ha detto il ministro. Parole che non sono andate giù a Djokovic, i cui legali stanno preparando un ricorso immediato. Ma intanto la notizia ha fatto il giro del mondo. A commentare la vicenda è stato Giovanni Malagò. Sentito da Il Giornale d'Italia, il Presidente del Coni ha ribadito l'opinione espressa qualche giorno fa: "Non ho mai visto una cosa gestita peggio". Poi però ha aggiunto: "Devo dire che la conclusione è stata ancora peggiore di quelle che erano le premesse".

Djokovic espulso dagli Australian Open, Malagò: "Mai visto una cosa gestita peggio"

"Era impossibile che il Governo australiano, dopo tutto quello che è successo nei mesi precedenti nel Paese, facesse un passo indietro", ammette Malagò, secondo cui "le autorità non potevano evitare di fare questo provvedimento". "Ma nel frattempo - continua il numero uno del CONI - si è prolungata, diciamo, la via crucis. A torto o ragione, è evidente che tutto questo andava sistemato a monte e non a valle". Oltretutto, continua Malagò, "adesso c'è anche il tema che il tabellone è stato fatto e il torneo sarà condizionato dall'assenza dell'ultimo minuto di Djokovic".

"Forse - non fa a meno di pensare Malagò - la vicenda si renderà utile per evitare che in altri sport e in altre competizioni ci possano essere casi analoghi. Questa è la mia personale interpretazione". Per il Presidente del CONI, dunque, l'espulsione di Novak Djokovic potrebbe essere vista come una sorta di tentativo di non un creare "un'eccezione", uno scomodo precedente. "Presumo che questa sia la logica prevalente che c'è stata", conferma Malagò. "Ma - precisa - non ci si doveva mettere in questa situazione". 

"Il tennista non arriva sul campo da tennis paracadutato dall'elicottero", chiarisce successivamente il Presidente del CONI. "Il tennista passa dalla dogana dove ogni giorno incontra 50 o anche 100 persone, che hanno delle regole di ingaggio diverse". Certo, "quando Djokovic gioca non infetta nessuno, ma quando va a mangiare al ristorante dell'albergo, o quando monta su una macchina non guidata da lui, o quando alla sera esce di casa" potrebbe creare situazioni di possibili contagi. "Questo è il ragionamento", chiosa Malagò.

Djokovic espulso dall'Australia

L'attesa era durata 11 giorni. Nella giornata di venerdì 14 gennaio 2022 il Ministro dell'Immigrazione Alex Hawke ha preso la sua decisione riguardo il caso Djokovic. Il governo australiano ha cancellato il visto del serbo. "Esercitato il mio potere ai sensi della sezione 133C (3) della legge sulla migrazione per annullare il visto del signor Novak Djokovic", dice il Ministro dell'immigrazione nel suo comunicato ufficiale. Questo, "per motivi di salute e buon ordine, sulla base del fatto che ciò era nell'interesse pubblico". E ancora: "Questa decisione ha fatto seguito alle ordinanze del Circuito federale e del Tribunale della Famiglia del 10 gennaio 2022, che riformavano una precedente decisione di annullamento per motivi di equità procedurale. Nel prendere questa decisione, ho considerato attentamente le informazioni fornitemi dal Dipartimento degli affari interni, dall'Australian Border Force e dal signor Djokovic. Il governo Morrison è fermamente impegnato a proteggere i confini dell'Australia, in particolare in relazione alla pandemia di COVID-19".

Per il tennista numero 1 al mondo, le speranze di esordire in questo inizio settimana nel tabellone del primo Slam stagionale si sono ridotte all'osso. Djokovic aveva già vinto un appello. Si prepara una nuova battaglia legale che potrebbe infiammare il mondo intero.

Djokovic espulso, cosa succede adesso?

Mancano tre giorni agli Australian Open. Difficile che Djokovic possa ribaltare ancora una volta la situazione. Tuttavia gli avvocati del nove volte campione al Major oceanico stanno preparando un’ingiunzione immediata, l'ultimo tentativo di salvare il serbo. Qualora il provvedimento non venisse revocato, infatti, a Djokovic sarà vietato l’ingresso in Australia per tre anni.

Si tratta della seconda volta in poche ore che il visto di Djokovic viene cancellato. Dopo aver trascorso quattro notti nel Park Hotel di Melbourne, dal 10 gennaio Djokovic era tornato ad allenarsi al Melbourne Park in vista dell’inizio del torneo. Giovedì scorso, inoltre, era stato regolarmente inserito nel tabellone principale. Il primo turno sarebbe stato contro il connazionale Miomir Kecmanovic.

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