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Olimpiadi 2020, i "fantastici 4" del ciclismo su pista: l'ingrediente segreto del loro oro

I nomi di Filippo Ganna, Francesco Lamon, Simone Consonni e Jonathan Milan sono sulla bocca di tutti: scopriamo qualche dettaglio della loro vita privata e qual è l'ingrediente segreto che ha portato i 4 azzurri a guadagnare l'oro

04 Agosto 2021

Olimpiadi 2020,

Fonte: Instagram tokyo2020

Sono Filippo Ganna, Francesco Lamon, Simone Consonni e Jonathan Milan i nuovi eroi italiani a queste Olimpiadi 2020. I fantastici 4 del ciclismo su pista chiudono la finale contro la Danimarca, recuperando 8 decimi in 3 giri sugli avversari e non solo si portano a casa un meritatissimo oro, ma stabiliscono anche un nuovo record mondiale nella disciplina (3’42”307). Scopriamo allora meglio chi sono i 4 campioni italiani e qual è il segreto della loro vittoria. 

Olimpiadi 2020, i "fantastici 4" del ciclismo su pista: l'ingrediente segreto del loro oro

Ganna, Lamon, Consonni e Milan sono davvero inarrestabili: dopo aver battuto Nuova Zelanda e Danimarca, gli atleti azzurri salgono sul gradino più alto del podio e conquistano la medaglia d'oro. Una medaglia raggiunta però con tanta fatica, sudore e un ingrediente segreto. Di cosa stiamo parlando? Della loro amicizia. I fantastici 4 infatti nella vita non sono solo colleghi, ma anche grandi amici. E allora è proprio il caso di dirlo: l'unione fa la forza. E che forza!

Ma vediamo meglio chi sono i nuovi 4 eroi azzurri che rendono così orgogliosi un'Italia intera. Ognuno nella squadra ha il proprio ruolo: Ganna è la punta di diamante, Lamon la fiamma, Consonni l'apripista e Milan il piccolo prodigio. Il famoso "treno azzurro" alle Olimpiadi 2020 ha dimostrato di essere davvero inarrestabile

Filippo Ganna: il predestinato con l'hobby per il giardinaggio 

Nato a Verbania e classe 1996, Filippo Ganna è senza dubbio, tra i quattro, il ciclista più famoso. Professionista dal 2017, il giovane è specializzato nelle prove a cronometro. Non a caso ha raggiunto due volte il titolo di campione nazionale e una quello di mondiale nel 2020 a Imola. Ma non è finita qui: Ganna vanta che il record italiano nell'inseguimento individuale: 4’01″934.

Quello che però non tutti sanno è che, in realtà, l'azzurro è un "predestinato". Gli appassionati di ciclismo infatti si ricorderanno che nel lontano 1909 fu un certo Filippo Ganna a vincere il primo Giro d’Italia. Qualche legame di parentela tra i due? Brutte notizie per chi ci sperava: il campione del primo '900 e il giovane che ha trionfato alle Olimpiadi 2020 non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro. L'omonimia è solo una casualità. Il 25enne è comunque un figlio d'arte: il padre, Marco, ex famoso canoista, ha trasmesso al figlio l'amore per lo sport ma anche l'hobby del giardinaggio.

Francesco Lamon: la fiamma azzurra che ama la musica

Affiliato al Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, c'è poi Francesco Lamon, il quale ha già tre bronzi mondiali nell’inseguimento a squadre e un titolo europeo nella stessa disciplina. Nato a Mirano, in provincia di Venezia, il 5 febbraio 1994, non ci ha messo molto a conquistare la Nazionale. Nel 2016 ha partecipato alle Olimpiadi di Rio, dove è arrivato sesto nell’inseguimento a squadre.

Lamon passa tutti i suoi giorni ad allenarsi e a gareggiare. Ma cosa fa quando non pedala? Ascolta la musica! Il giovane stesso ha rivelato, in una recente intervista, di amare molto anche il mondo della spettacolo. Il suo passatempo preferito? Guardare i film in tv, in streaming, ma anche al cinema. 

Simone Consonni: da una semplice passione al lavoro dei suoi sogni

Nato nel settembre 1994, Simone Consonni vive a Lallio, in provincia di Bergamo e anche lui è professionista dal 2017. La sua prima volta in bicicletta è stata a 6 anni, quando un amico del padre scoprì il suo enorme talento. Secondo classificato ai campionati del mondo su strada nel 2015, l'azzurro ha collezionato altre cinque medaglie ai Mondiali su pista negli ultimi anni. "Non mi sento un talento predestinato: sono un ragazzo che ha fatto della sua passione il proprio lavoro e che cerca con dedizione e tanto lavoro di farlo al meglio", aveva raccontato Consonni.

Il ciclismo è la sua vita a 360 gradi: basti pensare che il giovane convive con Alice Algisi, 28 anni, ex ciclista professionista. Simone Consonni è anche l'apripista del collega e amico Elia Viviani.

Jonathan Milan: il più piccolo ma il più forte

Infine c'è Jonathan Milan, il più piccolo della squadra. Nato nel 2000 a Tolmezzo, in Friuli Venezia Giulia, lo sportivo è da pochissimo diventato un vero professionista. Alto 1 metro e 94 cm, con 46 di scarpe, da piccolo sfrecciava in mountain bike tra i campi erbosi di Buja, dove abita tutt'ora.

Grande sportivo sin dai primi anni di vita, Milan aveva iniziato praticando judo, karate e nuoto e poi, cresciuto, capì che la sua vera passione era il ciclismo. Il suo sogno nel cassetto è vincere la Parigi-Roubaix e il suo idolo è senza dubbio Peter Sagan. Non manca però l'amore del giovane Jonathan nei confronti dell'indimenticabile campione Marco Pantani. Secondo il ragazzo, Pantani è stato il ciclista più forte di tutti i tempi "perché ha dimostrato di essere un eroe con un carattere unico", aveva confessato Milan.

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