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Benedetto Croce

Nel macedone "The happiest man in the world" l'incontro casuale fra un ex-cecchino e la sua vittima

Il film di Teona Strugar Mitevska racconta di un uomo in cerca di perdono da una donna ignara del passato doloroso che li unisce

Di Alessandra Basile

13 Settembre 2022

Scena dal film "The happiest man in the world"

Ph. Fonte La Biennale di Venezia

SEZIONE ORIZZONTI 

"The happiest man in the world" è un film, presentato in concorso nella sezione Orizzonti della 79ª Mostra del Cinema di Venezia, sezione che propone molti registi in via di affermazione, che ha una tematica estremamente interessante. Il cast è affiatato e molto ben diretto; gli attori protagonisti, in particolare, convincono; il film tende a un pò di lentezza e, in alcuni tratti, forse sarebbe da snellire di istanti su cui la regia (o la sceneggiatura) si sofferma a lungo ripetutamente. La brava regista è Teona Strugar Mitevska e i due ottimi attori protagonisti sono Jelena Kordic Kuret e Adnan Omerovic. E' un lavoro riuscito, da apprezzare per gli aspetti citati, soprattutto per il focus che pone sul sentire post-bellica, sulla vita vissuta sia da coloro che hanno ucciso in guerra sia da coloro che hanno subito perdite e danni a causa dei primi. Se, poi, questi ultimi si pentono, allora, come nel film, il tormento dura un'intera esistenza. In "The happiest man in the world" - ispirato a un fatto vero, a una vera protagonista della vicenda, presente in sala - un incontro casuale fra un ex-cecchino bellico, che convive con un senso di colpa devastante per avere sparato e ucciso, e la sua prima vittima, salvatasi dopo un lungo periodo in coma per via della ferita profonda alla schiena (con una cicatrice assai visibile). Lui riconosce lei quasi all'istante. Lei crede di avere trovato un potenziale fidanzato per scoprire, incredula, chi è: vive sentimenti di terrore, di odio, di rabbia che la spingono a umiliarlo, in una scena, di fronte a tutti, ma, poi, anche di affetto, quando scopre, proprio come fa lui, di essere solo l'altro lato di una moneta chiamata guerra. Asia e Zoran si ritrovano uniti da un dolore profondo del quale, in modo diverso, sono stati entrambi vittime. Colei cui la storia del film è ispirata ha dichiarato, confermando la resa del personaggio femminile principale, che ci sono delle sofferenze che restano sotto la superficie della pelle per sempre e spuntano fuori d'improvviso, destabilizzando l'equilibrio della persona che le porta con sè. Voto al film: 7+.

Clip (v.o. sottotitoli inglesi) THE HAPPIEST MAN IN THE WORLD: https://cineuropa.org/it/video/429618/ 

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