Domenica, 17 Gennaio 2021

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Benedetto Croce

"Penso che un sogno così", Rosario e Giuseppe Fiorello ricordano il padre e commuovono tutti

Messo in scena un monologo in memoria del padre Nicola morto a 58 anni

12 Gennaio 2021

"Penso che un sogno così", Rosario e Giuseppe Fiorello ricordano il padre

Beppe Fiorello (fonte foto LaPresse)

"Penso che un sogno così", Rosario e Giuseppe Fiorello ricordano il padre 

Ieri sera è andato in onda l'evento televisivo "Penso che un sogno così" su Rai 1. “Ci sarà un momento intimo con mio fratello Rosario”, aveva annunciato Beppe Fiorello, anticipando quello che avremmo visto nella serata evento incentrata sulla figura di Domenico Modugno ma aperta a più temi come quelli del lavoro, e dunque dell'immigrazione. Quanto agli ascolti, la serata è stata vista da 2.813.000 telespettatori con uno share del 12,29%.

Dopo il successo del film Volare - La grande storia di Domenico Modugno trasmesso nel 2013 sempre su Rai 1 che ha visto collegati oltre undici milioni di telespettatori con quasi il 40% di share, l’attore è tornato a raccontare la figura del cantante di Polignano a Mareinserendo lo spettacolo nello spettacolo.

A un certo punto, come annunciato, Rosario ha infatti messo in scena un monologo insieme a Beppe in memoria del padre Nicola Fiorello, morto mentre si trovava nella sua automobile, in un parcheggio, poco dopo che era uscito per acquistare delle sigarette. Era il 1990, aveva solo 58 anni, ma l'infarto che lo colpì gli fu fatale. Prima, però, c'è stato spazio per una dedica canora con uno dei brani che il padre amava di più, Tu si' 'na cosa grande - di Modugno naturalmente - prima di ripercorrere la vita di Nicola.

Rosario è apparso sul palco indossando proprio la divisa da militare del papà, che da Beppe veniva ricordato come "un padre molto semplice, simpatico, anche se la simpatia spesso viene letta come una dote leggera. Mi colpiva la sua positività, la sua visione della vita: era possibilista, tutto per lui era possibile, fattibile; sognava molto, per noi e per lui".

Poi, il racconto della sua scomparsa, avvenuta nel giorno delle risate e delle maschere, un giorno di festa. La parola è per Beppe: "Carnevale era il suo giorno preferito e come ogni anno aveva organizzato una festa per tutti. E con mia madre ballava e ballava... distribuiva baci anche alle altre signorine, ma sempre con garbo. Poi disse 'vado in macchina, prendo le sigarette e torno'. Aveva parcheggiato la sua auto in una vita stretta e buia del mio paese... proprio lì. Poca luce e nessuno in giro per poterlo aiutare. Fu trovato così: con la cravatta slacciata, le mani sulla testa. E un col sorriso sulle labbra: era felice". Dunque l'interpretazione della canzone di Modugno: "Io sono certo che mio padre durante il tragitto dalla sala da ballo alla macchina, cantò una canzone: 'Tu si na cosa grande'. Io e mio padre ci siamo voluti veramente bene".

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