31 Gennaio 2025
Studio coreano Covid disturbi mentali, fonte: PubMed
Uno studio coreano, intitolato "Psychiatric adverse events following COVID-19 vaccination: a population-based cohort study in Seoul, South Korea" e condotto da Hong Jin Kim, Min-Ho Kim, Myeoung Geun Choi ed Eun Mi Chun, ha fatto emergere una presunta correlazione fra il vaccino Covid e la salute mentale. Il report ha infatti rivelato che nei primi 30 giorni dall'inoculazione del siero vi è un rischio aumentato fino al 40% per l'insorgenza di disturbi psichiatrici, anche gravi, come depressione e ansia.
Un ampio studio di coorte basato sulla popolazione di Seoul, Corea del Sud, riporta un aumento misurabile di eventi avversi psichiatrici nelle settimane successive alla vaccinazione Covid. La ricerca, che ha analizzato milioni di residenti adulti utilizzando registri sanitari nazionali, suggerisce che il tema degli effetti sulla salute mentale meriti maggiore attenzione nel dibattito pubblico e scientifico.
Secondo lo studio, pubblicato come population-based cohort study, l’incidenza di alcuni disturbi psichiatrici risulta più elevata nel periodo immediatamente successivo alla vaccinazione rispetto ai periodi di controllo. In particolare, nei 30 giorni post-vaccino si osserva un incremento dei nuovi accessi ai servizi sanitari per disturbi d’ansia, depressione, insonnia, disturbi da stress e sintomi psicotici.
I numeri, pur non indicando un’emergenza di massa, sono statisticamente significativi. Gli autori riportano aumenti relativi del rischio compresi tra il 20% e il 40% per alcuni esiti psichiatrici rispetto ai soggetti non esposti nello stesso intervallo temporale. In termini assoluti, ciò si traduce in decine di casi aggiuntivi ogni 100 mila persone vaccinate, un dato piccolo su scala individuale ma rilevante se proiettato su campagne vaccinali di massa.
Particolarmente colpite risultano alcune fasce: giovani adulti e soggetti con una storia pregressa di disturbi mentali mostrano incrementi più marcati, mentre l’effetto tende ad attenuarsi nei mesi successivi. Lo studio segnala anche un aumento delle prescrizioni di ansiolitici e antidepressivi nelle quattro settimane dopo la vaccinazione, un indicatore indiretto di disagio psichico clinicamente rilevante.
I ricercatori sottolineano che l’analisi dimostra un’associazione temporale robusta, anche dopo l’aggiustamento per fattori come età, sesso, stato socioeconomico e co-morbidità. Tra le ipotesi discusse figurano meccanismi immuno-infiammatori, reazioni allo stress e fattori contestuali legati al lockdown.
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