06 Marzo 2026
Nella giornata di ieri, 5 marzo 2026, è stata presentata la mozione - depositata dal Gruppo Resistere Veneto in data 8 gennaio 2026 - in merito all’ “Istituzione di ambulatori del SSN dedicati al censimento, alla diagnosi, alla verifica e all’accompagnamento delle persone che hanno subito effetti avversi post vaccino Covid”
Ieri, presso la sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, i consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat dell’associazione Resistere Veneto hanno presentato la Mozione n. 4, depositata dal Gruppo in data 8 gennaio 2026, concernente l' “Istituzione di ambulatori del Servizio Sanitario Nazionale dedicati al censimento, alla diagnosi, alla verifica e all’accompagnamento delle persone che hanno subito effetti avversi post vaccino Covid”. Secondo quanto dichiarato da Szumski durante un’intervista i danni riscontrati dalle persone sottopostesi all’inoculazione andrebbero dai più comuni ai più gravi, di tipo “neurologico, cardiologico, neurodegenerativo, che impattano sulla qualità della vita, tanto lavorativa quanto personale. Credo che sia un atto di civiltà, prima ancora che sanitario, seguire delle persone che hanno obbedito a degli input e ne hanno subìto dei danni”.
Stando alle dichiarazioni del consigliere Davide Lovat, la campagna del vaccino Covid e del Green pass avrebbero creato “fratture” all’interno della società, motivo per cui è stato avviato un processo di “pacificazione sociale” che si pone come obiettivo principale “una migliore gestione delle emergenze future, nel pieno rispetto dei principi costituzionali”, ai tempi messi in discussione, sempre secondo Lovat, da una “misura sociopolitica - quella del Green pass - che io non ho mai accettato, anzi: che ho pubblicamente contestato poiché ho sempre separato l’aspetto sanitario da quello prettamente politico”.
“Le persone che ritengono di essere state danneggiate dal vaccino Covid si sentono abbandonate, irrise, costrette ad affrontare da sole lunghi e costosi percorsi di cure private”, queste le dichiarazioni di Carmen Amadio, tesoriere di Persone in Cammino (oltre che infermiera che era stata sospesa e successivamente reintegrata), l’associazione che rappresenta questi individui. “Vogliamo poter essere riconosciuti ed essere visibili, finalmente, allo Stato, alle istituzioni e alla sanità, nazionale ma prima di tutto regionale. È dovere di ogni regione farsi carico della salute dei propri cittadini”.
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