15 Febbraio 2026
Collage Ph. Alessandra Basile
Ormai il panorama è sempre più chiaro e lo è per tutti coloro che si informano accuratamente. Lo studio con dati certi è consentito a chiunque grazie al web, ma è su contenuti attendibili che bisogna andare a focalizzarsi.
Inoltre, come già intelligentemente notato da diversi personaggi di spicco ma, soprattutto, spessore, certi esponenti del sì dicono essi stessi ciò che serve sapere per correre a votare NO.
E proprio NO è la parolina magica da scegliere al Referendum sulla Giustizia (che di giustizia non ha mai trattato!), che si terrà i prossimi 22 e 23 marzo.
*
L'OTTIMA COSTITUZIONE ITALIANA E QUEI SI' BALUARDI DEL NO
"Chi controlla la polizia? La magistratura. Chi controlla la magistratura?". (C. Nordio)
"La sovranità è stata limitata dalla potenza della magistratura. Noi vogliamo uscire da questa sovranità limitata”.(C. Nordio)
"Poiché non esiste un potere senza un controllo, è quello che noi cerchiamo di introdurre con la Riforma costituzionale. Oggi la magistratura è controllata da se stessa e, con l'Alta Corte disciplinare, ecc".
Queste affermazioni, fra altre, fatte dai sostenitori del Sì suonano più come delle tesi a sostegno del NO, ma partiamo dall'ultimo punto.
Stando alla riforma, il CSM - come pure l'Alta Corte disciplinare, che dovrebbe sostituire la sezione disciplinare del CSM per diventare un organo a sé stante - sarà composto da persone sorteggiate: per i membri togati, quindi per i magistrati, c’è il sorteggio puro o secco, ossia solo fra magistrati, mentre, per i membri laici, quelli nominati dal parlamento, c’è il sorteggio temperato, ossia, da una lista determinata con criteri che non sono ancora noti, vengono pescati dei nomi fra p.e. professori di diritti e cassazionisti scelti direttamente dai politici. Non c’è simmetria tra i due sorteggi, visto che, nel secondo, il potere politico mantiene la prerogativa di individuare il ristretto numero di persone fra cui verranno sorteggiati gli eletti, il che riduce tantissimo il ruolo della sorte nella selezione dei membri laici.
Dunque, non è un sorteggio equilibrato quello laico!
"La separazione delle carriere non basta. Dobbiamo liberare la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Pubblici Ministeri". (A. Tajani)
Qua siamo all'assurdo e alla dichiarazione più chiara possibile sul vero obiettivo del governo con l'ambito sì al referendum.
Art. 109 della Costituzione della Repubblica Italiana: l'autorità giudiziaria italiana dispone direttamente della polizia giudiziaria.
In certi regimi, è il leader a capo del paese a controllare la polizia giudiziaria e ciò, anche, al fine di disporre tutte le forze di polizia anche per abbattere l'opposizione, opposizione da chiunque mossa, politici e cittadini.
La Costituzione nacque per uscire da fascismo e sistemi monarchici, terminati nel 1946; questa vittoria ha portato con sè tanto spargimento di sangue di valorosi cittadini italiani. Proprio nel 1946 ci fu il referendum da cui nacque la Repubblica italiana.
Il Referendum della Giustizia, invece, è una minaccia all'equilibrio sacrosanto dei tre massimi poteri statali, finalizzato a un controllo reciproco e a respingere abusi di potere per tutelare la democrazia: al Parlamento spetta il potere legislativo, al Governo il potere esecutivo e, infine, il potere giudiziario, che deve restare indipendente da quelli politico e legislativo, va al CSM. Il Consiglio Superiore della Magistratura, infatti, è l'organo costituzionale atto ad assicurare questa fondamentale autonomia, ossia l'indipendenza dei tre poteri statali. Solo una reale separazione dei poteri garantisce una applicazione della Legge uguale per tutti.
Qualche mela marcia nel mondo dei giudici non può cancellare l'operato di colti e preparati padri costituenti e anni di costituzione, che ci hanno permesso, nonostante mafia e altri orrori ai livelli più alti dello Stato, di vivere in modo ben diverso e sempre più raro rispetto a moltissime altre realtà difficili nel mondo.
Da una parte, abbiamo padri costituenti quali Calamandrei, De Gasperi, Einaudi, Moro, Terracini, Togliatti ed altri - l'assemblea costituente era formata di 556 membri ma fra essi ecco menzionate alcune fra le figure di spicco, come è evidente - e, dall'altra parte, abbiamo ora i seguenti elementi che vogliono porvi mano, modificando, non uno, ma sette(!) articoli - artt. 87, 102, 104, 105, 106, 107, 110, che all'inizio nemmeno venivano rivelati - e sono: Nordio (lo stesso a favore di bavaglio alle intercettazioni, abolizione abuso d'ufficio (forse unico paese in questa condizione), avvisi giorni prima al destinatario di misure cautelari incluso quella del carcere, ecc), La Russa, Del Mastro (ricordo che il sottosegretario alla Giustizia è stato condannato in primo grado a 8 mesi di reclusione per rivelazione di segreto d’ufficio, commesso nella stessa funzione di sottosegretario), e altri.
*
GLI ALTISSIMI COSTI DEL TRIPLICE ORGANO GIUDICANTE(!)
Il CSM è un organo che oggi costa allo Stato quasi 50 milioni di euro l'anno; se la riforma passa, ce ne saranno 2 con 2 volte il costo, come intuibile, oltre ad altre spese forti (Referendum giustizia, i costi aggiuntivi per i 2 Csm e l’Alta Corte se vince il sì: più di €114mln il primo anno e di €102mln a regime). Aggiungiamo che i 15 giuristi del nuovo organo, l'Alta Corte disciplinare, se passa il Sì, avranno, con un impegno mensile di un paio di sedute, fino a oltre 300mila euro lordi annui. Si andrebbe a pesare sulle casse dello stato.. Per che cosa?! E per chi?!!
*
*
SEPARAZIONE DELLE CARRIERE: A CHI SERVE?
La separazione delle carriere? Oggi appena lo 0,3% di giudici e pm passa da una all'altra, pochino.. Allora, è mai una questione da porre sotto la lente d'ingrandimento?
In Italia, a differenza che in altri paesi, la magistratura non è sottoposta al potere politico: è un'anomalia? Di certo, è una garanzia per tutti i cittadini perché vi sia una vera separazione dei poteri. E' una fortuna che abbiamo una magistratura indipendente dall'esecutivo.
Con la vittoria del Sì, al Governo, che ha già espresso l'intenzione di farlo, basterebbe approvare una legge ordinaria per mettere i pm sotto il contro dell'esecutivo, con conseguente evidente violazione del principio della separazione dei poteri.
*
OBIETTIVO E RISCHIO DEL SI'
A cosa si mira con questo referendum, veramente?
Se il Governo si rende superiore e indipendente nei confronti della magistratura, un ministro che oggi viene indagato se indiziato di reato, con la riforma potrebbe non esserlo più, poiché l'ultima parola inizierebbe a spettare al politico invece che a chi giudica per mestiere.
La legge è uguale pet tutti, ma qui si rischia un sistema con politici e potenti vari che possano violare la legge senza rischi. Ecco un grande pericolo del Sì.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia