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Salvini: "Lega resta al Governo, no a Italia piena di tasse, sbarchi e problemi"

Il leader della Lega è intervenuto durante il forum di Cernobbio. E ribadisce che sull'obbligo vaccinale "non siamo e non saremo mai d'accordo"

05 Settembre 2021

Salvini: "Lega resta al Governo, no a Italia piena di tasse, sbarchi e problemi"

Fonte: lapresse.it

Matteo Salvini rimane deciso sulle sue posizioni: per il leader della Lega il suo partito resta e resterà al Governo per evitare quella che lui ha definito "un'Italia piena di tasse, di sbarchi e altri problemi". Al forum Ambrosetti in corso a Cernobbio dal 3 al 5 settembre Salvini ha parlato delle tematiche più scottanti del momento, ribadendo l'orientamento del suo partito e le proposte sul tavolo.

Un discorso deciso quello di Salvini, diretto soprattutto al presidente del Consiglio Mario Draghi, nonché ai suoi grandi antagonisti come Movimento cinque stelle e Partito democratico, colpevoli di aver sostenuto delle decisioni quanto mai impopolari e dall'esito incerto. Nel mirino del discorso di Salvini ci sono soprattutto il tema del futuro del governo Draghi, ma anche la spinosa questione dell'obbligo vaccinale (che Draghi punta a estendere), l'Afghanistan e il reddito di cittadinanza.

Savini: "La Lega rimane per vigilare"

"Quello che è certo è che la Lega in questo governo ci rimane, perché io di lasciare l’Italia a Partito democratico e Cinque stelle per avere un paese ricco di tasse, di sbarchi e di problemi non lo voglio", ha dichiarato Salvini a margine del suo discorso a Cernobbio. "Un governo senza Lega significherebbe avere all’ordine del giorno lo Ius soli, la legge elettorale proporzionale, il ddl Zan e altre amenità. La Lega rimane a vigilare per cercare di rendere questo Paese libero, moderno, efficiente e anche ricco", ha commentato. Poi una frecciatina agli altri partiti: "Non so cosa faranno i Cinque stelle, non so se Draghi vuole candidarsi alla presidenza della Repubblica io non lo tiro per la giacchetta".

"Il confronto con Draghi è settimanale, più volte a settimana, ci confrontiamo e calibriamo e abbiamo sempre trovato la sintesi, la Lega è leale al governo", afferma Salvini ma "ci sono alcuni punti che non contrattili: l’obbligo vaccinale tout court per tutta la popolazione italiana non siamo e non saremo mai d’accordo".

"Bisogna andare avanti con la campagna informativa, ribadisce il leader del Carroccio, mettere in sicurezza gli anziani, bisogna continuare a mantenere buonsenso ed equilibro. Non penso ci sia la necessità di intervenire con ulteriori costrizioni o limitazioni. Gli italiani stanno rispondendo con estremo buonsenso e intelligenza, non penso servano ulteriori limiti se i vaccini funzionano come credo e spero. Farò a breve la seconda dose, dovremmo passare un autunno tranquillo."

"Io sono vaccinato, continua Salvini, quindi confido che io abbia fatto qualcosa di utile per la mia e l’altrui salute. La mia scelta da 48enne libero, da cittadino che vive in un paese libero, di vaccinarmi non mi dà diritto di imporre la mia scelta a qualcun altro, molto semplicemente questo. I governatori della Lega sconsigliano l’obbligo perché allontana, preoccupa, disincentiva, la spiegazione e l’accompagnamento sortiscono invece risultati migliori", sottolinea.

Via il reddito di cittadinanza

"Oggi riconfermerò il fatto che ho l’onore di mettere la mia prima firma su una proposta di legge finanziaria per eliminare il reddito di cittadinanza, sono 8 miliardi di euro mal spesi che devo tornare nel settore produttivo per creare lavoro vero e non assistenza", ha raccontato Matteo Salvini al forum Ambrosetti a Cernobbio.

Infine, il leader della Lega è passato alle questioni interne, come l'idea di una candidatura di Mario Draghi a presidente della Repubblica: "Se si dovesse candidare lo appoggeremo". Nelle ultime settimane tra le fila della Lega si è parlato anche di Silvio Berlusconi come potenziale candidato. Sul tema Salvini ha detto: "Penso che avrebbe tutto il titolo per ambire a ricoprire la carica in un periodo in cui la politica estera diventa centrale, l’esperienza in politica estera, i rapporti internazionali e i rapporti umani di Berlusconi sarebbe un surplus". Contrario invece a una potenziale presidentessa donna, dopo che il nome di Marta Cartabia è emerso più volte a Palazzo Chigi. "Io sono assolutamente contrario alle quote, se una donna in gamba può arrivare ovunque voglia non perché donna ma perché in gamba", ha commentato Salvini.

Per ultimo, il leader del Carroccio ha parlato della questione afghana: "Sono assolutamente d’accordo: la fuga vergognosa, ingloriosa degli alleati americani dall’Afghanistan impone all’Europa una politica estera comune, una politica di difesa comune, sarebbe assolutamente utile e necessaria oggi più che mai".

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