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Vaccino obbligatorio, Salvini: "Gli italiani devono essere liberi di scegliere"

Il leader della Lega: "Mio figlio in questi minuti sta andando a vaccinarsi a Milano non perché convinto, ma perché la settimana prossima ha gli allenamenti di calcio"

04 Settembre 2021

Vaccino obbligatorio, Salvini: "Gli italiani devono essere liberi di scegliere"

Matteo Salvini (fonte foto Lapresse)

Dopo le parole del premier Mario Draghi all'ultima conferenza stampa, la maggioranza politica si divide in due: da una parte ci sono i sostenitori di vaccino e Green pass, dall'altra invece uomini e donne che capiscono l'assurdità della situazione e si oppongono fortemente all'obbligo di cui ha parlato anche il ministro della Salute Speranza. Tra questi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono in testa. I leader di Lega e Fratelli d'Italia infatti continuano ad opporsi alle ultime assurde regole imposte dal Governo, dando così voce a milioni di italiani che vogliono essere liberi di scegliere. Salvini ribadisce che il Carroccio è contro ogni tipo di obbligo.

Vaccino obbligatorio, Salvini: "Esiste solo in Paesi che non sono modelli democratici da seguire"

"Visto che ormai il 70% della popolazione adulta italiana è vaccinata, e lo ha fatto liberamente, la Lega era, è e sempre rimarrà per la volontarietà vaccinale. Siamo contro ogni tipo di obbligo", dice il leader della Lega. "L'obbligo vaccinale tout court - ricorda - esiste solo in tre Paesi: Tagikistan, Turkmenistan e Indonesia, e con tutto il rispetto per tutti i popoli del mondo non penso che siano modelli democratici da seguire". 

E poi: "Se tu Stato, non dico mi imponi ma fai di tutto per portarmi a vaccinare, io dico: bene, ma se ci sono dei danni conseguenti, mi risarcisci tu che mi stai portando a fare questa scelta. Paga la spiegazione, non paga l'obbligo, la costrizione, la multa o il divieto", continua Matteo Salvini, sempre più convinto.

Poi il segretario della Lega passa a parlare di un altro scottante tema, il Green pass, e dice che è giusto chiederlo "allo stadio" o "in ospedale o nelle case di riposo", ma "mi rifiuto di pensare la certificazione digitale verde estesa a tutti. Pensiamo in metropolitana alle 8 di mattino a Roma. Il Green pass - spiega Salvini - dev'essere uno strumento che permette di lavorare, non può essere uno strumento che permette di licenziare o discriminare".

Infine Matteo Salvini racconta un fatto personale: "Mio figlio in questi minuti sta andando a vaccinarsi a Milano non perché convinto, ma perché la settimana prossima ha gli allenamenti di calcio e dovrebbe fare tre tamponi a settimana per un costo di 30 euro a tampone. Io non voglio un'Italia per ricchi e una per poveri, dove i primi possono scegliere. Se lo Stato mi impone una cosa, deve darmi gli elementi per andare avanti", conclude.

 

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