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Vaccino Covid, Mario Draghi: "Si a terza dose e obbligo vaccinale"

Il Premier sulla riapertura dalla Scuola: "Ribadisco l'invito a immunizzarsi". Un "invito" che però sa di minaccia

02 Settembre 2021

Scuola, Draghi: "Affrontiamo apertura tranquilli". Poi la mazzata su inseganti non vaccinati

Fonte: lapresse.it

Conferenza stampa del premier Mario Draghi da Palazzo Chigi per parlare della Scuola, ma anche di altri tempi, tra cui green pass e campagna vaccinale. "La campagna procede spedita, verso la fine di settembre sarà vaccinata l'80% della popolazione, già oggi siamo al 70% completamente vaccinato", ha detto il Presidente del Consiglio. "Ribadisco l'invito a vaccinarsi, un atto verso se stessi e gli atri", ha aggiunto.

Scuola, Draghi: "Affrontiamo apertura tranquilli"

"La campagna vaccinale - ha continuato Mario Draghi - è stata abbracciata con grande entusiasmo dai giovani, l'adesione massiccia dei giovani e la copertura estesa a livello nazionale ci permette di affrontare con una certa tranquillità e con minore incertezza dell'anno scorso l'apertura delle scuole". Poi, in una anno, quello passato di Dad (a dimostrazione che l'istruzione non è più un diritto) Draghi ha spiegato: La scuola in presenza è sempre stata una priorità". "Il 91,5% degli insegnanti ha ricevuto almeno una dose di vaccino", dice ancora.

Secondo il Premier, il green Pass "è la chiave per la dare solidità alla ripresa". Ma non tutti gli insegnanti sono vaccinati. Alcuni, provvisti di certificato medico che gli esentava dal vaccino, sono stati comunque respinti dai presidi nella giornata di martedì 1 settembre. In quel caso, il dirigente, come hanno spiegato i docenti, "non ha accettato il certificato perché non è firmato dal nostro medico curante".

Mario Draghi però non ha fatto alcun passo indietro. Si è dimostrato contento del fatto che oltre il 90% degli insegnanti sia stato vaccinato. E per gli altri? Nulla, sono obbligati a fare il vaccino contro il Covid (nonostante l'obbligatorietà non sia prevista dalla Costituzione), altrimenti non possono lavorare. In questo senso, Draghi continua nella strada tracciata dal suo predecessore Giuseppe Conte, quando proclamava restrizioni e lockdown a non finire come unica arma contro i contagi. Infatti, ormai si è capito: l'unico diritto che ci è rimasto è quello dalla Salute, quello del Lavoro se n'è andato assieme a libertà di scelta e di parola.

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