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Green pass ai lavoratori, Draghi incontra i sindacati: "No strumento per licenziare"

I leader dei sindacati escono da Palazzo Chigi e dicono: "Nulla in contrario al Green pass ma in Italia non esiste legge che obbliga gli italiani a vaccinarsi"

03 Agosto 2021

Green pass ai lavoratori, Draghi incontra i sindacati: "No strumento per licenziare"

Mario Draghi (fonte foto Lapresse)

I sindacati dicono "si'" al Green pass obbligatorio per i lavoratori ma da un lato chiedono al Governo di fare in modo che esso non diventi uno strumento per licenziare o demansionare i dipendenti e dall'altro osservano che ad oggi in Italia non esiste nessuna legge che obbliga i lavoratori a vaccinarsi. Mentre si attende il prossimo 6 agosto per l'entrata in vigore della certificazione verde, il premier Mario Draghi incontra i leader di Cgil, Cisl e Uil. In tema di vaccini ai lavoratori "il Governo si è riservato di fare delle valutazioni e ha detto che terrà conto delle valutazioni e dei ragionamenti che abbiamo avanzato", fa sapere al termine dell'incontro il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

Green pass ai lavoratori, Draghi incontra i sindacati: "No strumento per licenziare o discriminare"

Uscendo da Palazzo Chigi, Landini racconta che con il presidente del Consiglio Mario Draghi "abbiamo detto che il Green pass non può diventare uno strumento che le aziende possono utilizzare per demansionare, licenziare o discriminare i lavoratori e le lavoratrici". Il sindacalista sottolinea poi che "l'obbligo delle vaccinazioni non può essere in alcun modo utilizzato per fare distinzioni o discriminazioni sul piano lavorativo, tra coloro che si sono vaccinati e persone che non sono vaccinate". Tra queste ultime infatti ci sono anche soggetti che, per diversi motivi, non possono sottoporsi alla somministrazione del farmaco anti-Covid. ''In molti casi - aggiunge Landini - ci sono persone che hanno problemi sanitari e di fragilità e quindi, a maggior ragione, devono essere valorizzati all'interno dei luoghi di lavoro".

"Su questo punto - dice ancora il leader della Cgil - deve essere il governo a fare una valutazione. Per quello che ci riguarda una norma di questa natura non potrebbe portare al licenziamento per chi non si vaccina. Le forzature in questa fase sono controproducenti all'obiettivo di estendere la vaccinazione, che per noi rimane l'obiettivo fondamentale e centrale, perché il virus si sconfigge proprio in questa direzione". Mario Draghi ''ha capito la nostra posizione'', sostiene ancora il segretario generale della Cgil. ''Non è attraverso un accordo sindacale che si fa un obbligo" di vaccinazione per i lavoratori. "Per noi non esiste alcun accordo sindacale che possa sancire l'obbligo, perché su una materia di questa natura l'obbligo può essere sancito solo da una norma legislativa che, finora, è stata fatta solo per alcuni lavoratori nel settore della sanità e quindi, da un certo punto di vista, questa è una scelta che deve fare il governo", aggiunge.

Green pass, sindacati: "Nulla in contrario ma non esiste obbligo alla vaccinazione"

''Non abbiamo nulla in contrario sul Green pass'', asserisce Landini che poi precisa però che l'obbligo di vaccinazione contro il Covid ''può essere definito solo da una normativa di legge che non può fare che il parlamento e il governo. Ci devono essere norme e valutazioni che deve fare il governo e noi non vogliamo assolutamente sostituirci in quella direzione''. E dunque "per quanto ci riguarda, sulla obbligatorietà dei vaccini e sul Green pass c'è un accordo sulla sicurezza sottoscritto dalle parti sociali e recepito da un decreto. Qualsiasi tentativo di modificare quell'accordo ha bisogno di una legge. Se lo ritengono, Parlamento e governo si assumano la responsabilità di intervenire", aggiunge il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri. "Abbiamo ricordato che, facendo un giro per il mondo, l'unico paese nel quale è prevista l'obbligatorietà dei vaccini è l'Arabia Saudita. E non mi pare un punto di riferimento per il nuovo rinascimento". Su questo argomento però, precisa Bombardieri, c'è ancora bisogno di un confronto.

"Se il governo, sulla base di dati scientifici e sanitari, ritiene che ci sia una fondata preoccupazione sulla ripartenza del Covid, nella sua autonomia può adottare una norma che valga non solo per i lavoratori ma per l'insieme dei cittadini", afferma invece Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, mentre lascia Palazzo Chigi dopo l'incontro con Draghi. "Il Governo - conclude - si è riservato di adottare decisioni e determinazioni, noi siamo disponibili a rafforzare i documenti condivisi e sul sostegno alla campagna di vaccinazione. In questi 4 mesi si è fatto poco, si potrebbe migliorare allargando i poli di vaccinazione in tutti i luoghi di lavoro".

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