Giovedì, 23 Settembre 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Governo, riforma Giustizia: in M5s resta richiesta correzioni

Bazoli (Pd): "Riforma va approvata nei tempi stabiliti". Fontana (FI): "Fine settimana con gazebo referendum"

23 Luglio 2021

parlamento

Le parole di Fabiana Dadone sull'ipotesi di dimissioni dei ministri 5 stelle "da valutare con Conte" qualora la riforma della giustizia passasse così com'è non trovano seguito tra gli esponenti di spicco del Movimento. Si preferisce glissare sulla questione, per non alimentare nuove polemiche. Ma sono rivelatrici di uno stato d'animo diffuso tra i 5 stelle. "Draghi e la Cartabia su qualcosa dovranno cedere, delle modifiche al testo andranno fatte, altrimenti sui numeri della fiducia si potrebbe rischiare", spiega una fonte. Non ci sarà da stupirsi, dunque, se nei prossimi giorni altri esponenti pentastellati torneranno a chiedere correttivi al testo.  

"L'appoggio dei ministri del Movimento dipende da queste modifiche - ha sottolineato la ministra delle politiche Giovanili - l'obiettivo di velocizzare i processi ce l'abbiamo tutti ma si rischia di creare delle fasce di impunità e le stesse audizioni in Commissione Giustizia hanno evidenziato dei problemi". 

Parole di maggiore mediazione sono arrivate invece dal ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli. "Siamo nel pieno di una discussione che vuole portare dei miglioramenti sul solco dell'impianto complessivo che la ministra ha dato alla riforma. Miglioramenti che sembrano necessari anche ascoltando la magistratura, il Csm e alcuni magistrati importanti". Il ministro pentastellato ha sottolineato: "Questo non c'entra nulla con la questione fiducia, un provvedimento così importante, con tanti emendamenti e con il voto segreto, se non c'è la fiducia rischia di fare uscire un testo scoordinato".

Sulla partita della giustizia si misura il primo banco di prova per Giuseppe Conte come leader in pectore del Movimento. L'ex premier si troverà a dover mediare tra le richieste di correttivi, a partire dal nodo della prescrizione, formulate da una parte del gruppo parlamentare e la necessità di garantire stabilità alla compagine di governo.

Giustizia, Bazoli (Pd): "Riforma va approvata nei tempi stabiliti"

“Forza Italia chiede oggi in commissione Giustizia alla Camera un allargamento delle materie oggetto della riforma della giustizia. Il che ovviamente comporterebbe una istruttoria aggiuntiva, con buona pace dell'approvazione della riforma entro l'estate. C'è da rimanere a bocca aperta. Il Partito democratico si opporrà senza dubbio, perché condividiamo l'esigenza rappresentata dal presidente Draghi di approvare la riforma nei tempi stabiliti”. Così il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Alfredo Bazoli.

Giustizia, Fontana (FI): "Fine settimana con gazebo referendum"

“Questo fine settimana Forza Italia rafforza il suo impegno a sostegno della campagna referendaria", anticipa Gregorio Fontana, responsabile nazionale dell’Organizzazione del movimento. "Gli 'azzurri' saranno presenti - spiega - in tantissime piazze d’Italia per raccogliere le firme sui sei referendum per una giustizia giusta. La riforma della giustizia, così come quella di Fisco e burocrazia, è sempre stata per Forza Italia una priorità e una condizione necessaria per far ripartire l’Italia. Senza questa, un Paese non può dirsi civile".

"Questa iniziativa - dice ancora - vuole essere una sollecitazione utile a governo e Parlamento per accelerare il processo di una riforma complessiva della giustizia". Gli indirizzi delle 50 principali città dove questo fine settimana si svolgeranno le iniziative - informa ancora una nota - sono presenti sul sito di Forza Italia".

Giustizia, ministero: "Riforma penale non riduce tutela donne"

"La riforma del processo penale proposta dal Governo in alcun modo contrasta con la Convenzione di Istanbul, né riduce le tutele per le donne". E' quanto puntualizza il ministero della Giustizia, in relazione a notizie di stampa.

Negli emendamenti approvati dal Cdm su proposta della ministra Marta Cartabia, spiega via Arenula in una nota, "sono infatti già previste, in tema di particolare tenuità del fatto, delle preclusioni, che andranno dettagliate in sede di attuazione della delega legislativa, anche tenendo conto della Convenzione di Istanbul". Quanto al concordato in appello, prosegue la nota, "presuppone un accertamento pieno del fatto e della colpevolezza da parte del giudice, al contrario del patteggiamento che invece premia la rinuncia al processo con uno sconto di pena: si tratta di uno strumento volto ad accelerare i tempi del giudizio, in linea con le indicazioni della Convenzione di Istanbul, a tutela delle vittime. In caso di concordato - afferma ancora via Arenula - il giudice procederà ad applicare la pena stabilita dalla legge, ogni eventuale riduzione non è premiale e può avvenire solo qualora il giudice ritenga fondati i motivi d'appello".

Nella riforma, inoltre, "a testimonianza dell'attenzione riservata alla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere - conclude il ministero della Giustizia - si propone di estendere le norme introdotte con la legge sul 'Codice rosso' al tentato omicidio e, in genere, ai delitti commessi in forma tentata (ad esempio, la tentata violenza sessuale), in conformità alla normativa internazionale".

Giustizia, avvocati: "Barbarie processi infiniti, tutela diritti"

La durata infinita dei processi "è una barbarie", e, per questo, è "urgente" la riforma: il "problema serio" della giustizia italiana sta nella "carenza di magistrati e personale di cancelleria", e bisogna non correre il rischio di "una contrazione delle garanzie di difesa". Così l'avvocatura, riunita a congresso a Roma oggi e domani, ha espresso la propria posizione sulle riforme, alla presenza della ministra della Giustizia Marta Cartabia. 
“Il problema serio, più volte sottolineato, è la carenza di magistrati e personale di cancelleria, prima causa strutturale del malfunzionamento della giustizia - ha sottolineato la presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense, Maria Masi, nel suo intervento d'apertura del congresso - non possiamo ora con le riforme messe in campo dal Governo correre anche il rischio di una contrazione delle garanzie di difesa e così dover subire ulteriori ritardi. Non è una gara a chi è più responsabile dell’eccessiva lunghezza dei tempi dei processi tra avvocati e magistrati. Non abbiamo la necessità di invocare provvedimenti sanzionatori nei confronti dei giudici se non rispettano i tempi, meno che mai è accettabile che qualcuno ne preveda per gli avvocati".

Il coordinatore dell’Organismo congressuale forense Giovanni Malinconico ha ribadito che “faremo quadrato sui diritti contro la campagna del partito trasversale dei forcaioli, e contro le invasioni di campo di una certa magistratura, pensiamo minoritaria, seppur rumorosa, che insiste con proclami apocalittici, con stime farlocche sulle ricadute della riforma Cartabia che ha un solo obiettivo che come avvocati condividiamo: la difesa dei principi costituzionali, messi in discussione dalla controriforma Bonafede". Gli indagati - ha osservato il coordinatore Ocf, "sono presunti colpevoli, e molte volte, troppe volte, persone che purtroppo finiscono poi nel lungo elenco delle vittime della malagiustizia e dei risarcimenti e delle condanne della giustizia europea al nostro sistema giudiziario. La durata infinita dei processi è una barbarie - ha aggiunto - basta con l’eccessiva lunghezza dei processi penali, la ministra Cartabia e il Parlamento sappiano che l’avvocatura è sempre dalla parte del diritto e dei diritti e quindi, seppure con le dovute critiche, a sostegno di una riforma che è di grande urgenza per il Paese”.

La presidente del Cnf Masi, dopo l'intervento della Guardasigilli, ha affermato di considerare "opportuno l’impegno preso oggi dalla ministra a cancellare quella parte della riforma sulle sanzioni che rischiava di essere controversa e punitiva". Quanto alle riforme, "ciò che spaventa l'avvocatura sono le preclusioni, i filtri, che comprimono il processo e il diritto di difesa - ha sottolineato Masi - e laddove ci sono avvocati che discutono di riforme della giustizia con proposte e critiche, quelle proposte e quelle critiche sono a tutela dei cittadini. Prioritaria per l’avvocatura è la funzione che è chiamata ad assolvere. La preoccupazione principale non è la professione in quanto tale ma la corretta possibilità di svolgere appieno il ruolo costituzionale. Grave invece - ha concluso - assecondare quel pregiudizio sugli avvocati che utilizzerebbero la professione come ammortizzatore sociale per le troppe, tante domande di giustizia”.

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x