16 Marzo 2026
Fabio Pompei, Ceo Deloitte
Il Global Automotive Consumer Study 2026 di Deloitte è uno studio condotto su oltre 28 mila consumatori di 27 Paesi in tutto il mondo, afferma che tra i consumatori italiani il 54% vorrebbe un motore elettrico o elettrificato per la prossima auto. La transizione elettrica nel mercato italiano è lenta, ma continua a procedere: l’intenzione di acquisto di veicoli diesel e benzina per il 2026 è leggermente cresciuta (+2%) rispetto allo scorso anno a causa del caro vita, ma è anche la più bassa in Europa a eccezione della Spagna.
"La transizione verso l’auto elettrica o elettrificata è lenta, ma costantemente in crescita: da un lato i consumatori europei sarebbero disposti ad acquistare un veicolo elettrico per ridurre il proprio impatto ambientale e risparmiare sui costi del carburante", commenta Franco Orsogna, Partner e Automotive Sector Leader di Deloitte Central Mediterranea. "Dall’altra parte le incertezze dello scenario economico e le pressioni inflazionistiche spingono gli italiani a considerare modelli diesel e benzina, che tendenzialmente sono meno cari, oppure ad acquistare modelli più economici di produttori extra-europei – una dinamica che rischia di amplificare ulteriormente le difficoltà delle case automobilistiche europee impegnate nella transizione elettrica. E se i timori su autonomia, infrastrutture e tempi di ricarica cominciano a sfumare, rimane la preoccupazione sulla gestione del ciclo di vita delle batterie elettriche".
Tra gli intervistati da Deloitte in Italia il motivo principale per scegliere un veicolo elettrico come prossimo acquisto è l’aspettativa di minori spese per il carburante (36%, -15 pp rispetto al 2025) unita alla preoccupazione per l'ambiente (36%, -13 pp). L'accessibilità economica rimane il primo criterio di scelta: la maggior parte dei consumatori italiani si aspetta di pagare meno di 50 mila euro per la prossima auto. In particolare, l’8% spera di spendere meno di 10 mila euro; il 17% ha intenzione di spendere dai 10 ai 15 mila euro; il 37% vorrebbe pagare tra i 15 e i 30 mila euro; il 23% punta a una macchina in una fascia di prezzo tra i 30 e i 50 mila euro. E in un contesto di grande incertezza economica gli incentivi pubblici diventano un elemento dirimente per un italiano su tre.
Tra gli intervistati italiani la ricarica domestica è l'esperienza di ricarica preferita (55%), ma il 54% degli italiani non può accedervi e solo il 34% ha una colonnina di ricarica privata. Il 32% prevede di affidarsi alle stazioni di ricarica pubbliche, mentre la ricarica sul posto di lavoro è in crescita, pur rimanendo marginale (13%). Per la ricarica pubblica, gli italiani preferiscono le stazioni di ricarica dedicate ai veicoli elettrici (30%), seguite dalle tradizionali stazioni di servizio con caricatori per veicoli elettrici (22%) e dai parcheggi (17%). Anche per la scelta della ricarica pubblica, il prezzo è il fattore chiave nella decisione (86%), mentre il metodo di pagamento prevalente è la carta (50%), a indicare una preferenza per transazioni semplici e trasparenti.
Il 60% degli italiani ha una macchina di marca diversa rispetto alla precedente: solo il 30% è rimasto fedele nel tempo a un marchio. Inoltre, il 48% non considera rilevante la nazionalità della casa automobilistica nella scelta della propria prossima auto. Le fasce d'età 18-34 e 35-55 mostrano una preferenza più marcata per i produttori stranieri (35%), mentre gli over 55 sono indifferenti (55%). L'affinità con il marchio delle case automobilistiche nazionali è più forte in Germania (41%) e in Francia (37%), mentre è più debole in Italia (22%).
In Italia è elevata la percentuale (45%) di chi si dichiara interessato ad acquistare direttamente dal produttore online. Ed è forte l’interesse anche per l'acquisto di assicurazioni direttamente dal produttore 41%, spinto dalla convenienza/semplicità e dal valore percepito. Tuttavia, le visite ai concessionari rimangono la modalità di acquisto preferita dal 60% degli intervistati, mentre per raccogliere informazioni sul veicolo si consultano i siti web dei produttori (35%) e i siti web dei concessionari (34%); I social media e le recensioni degli influencer (17%) giocano ancora un ruolo minore.
Nonostante la preoccupazione relativa alla privacy, una percentuale significativa di consumatori italiani è disposta a pagare per funzionalità di connettività extra se queste servono ad aumentare la sicurezza. In particolare, tra chi in Italia è disposto a pagare di più per servizi avanzati di connettività, il 67% vuole servizi di tracciamento antifurto, il 63% servizi di assistenza in caso di emergenza, il 62% strumenti di rilevamento automatico di pedoni o veicoli. Circa un consumatore europeo su tre (31%) è interessato agli optional abilitati dall'intelligenza artificiale – una percentuale che arriva al 40% tra gli intervistati italiani.
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