16 Gennaio 2026
Gianluca Garbi, sx, AD Banca Sistema e Iacopo de Francisco, dx, AD CF+
Banca Sistema ha appena ricevuto un incasso di 103 milioni di euro, ci sono perplessità sul possibile rilancio dell’OPAS di CF+ e sulle questioni normative ancora aperte legate al capitale e alla gestione dei crediti deteriorati, su cui la banca deve adeguarsi.
L’operazione lanciata da CF+ su Banca Sistema entra nella fase operativa e riapre il confronto tra gli azionisti sul valore dell’offerta. Il prezzo proposto, pari a 1,8 euro per azione, è al centro delle valutazioni, soprattutto alla luce di un evento inatteso che ha modificato il quadro finanziario della banca.
Alla fine del 2025 Banca Sistema ha infatti incassato 103 milioni di euro dal Comune di Catania, chiudendo una lunga controversia legale. Una parte rilevante di questa somma rafforzerà il patrimonio dell’istituto, con un impatto netto stimato in circa 22 milioni. Un miglioramento che alcuni soci ritengono sufficiente per giustificare condizioni più favorevoli nell’offerta.
Nel capitale della banca, oltre al fondatore Gianluca Garbi, che ha già garantito l’adesione con il suo 24%, sono presenti diverse fondazioni bancarie e investitori istituzionali. Alcuni di questi osservano con attenzione l’evoluzione della situazione, valutando se attendere un possibile rilancio o accettare l’offerta attuale.
CF+, controllata dal fondo Elliott, ha messo sul tavolo un corrispettivo misto: 1,382 euro in contanti e 0,418 euro in azioni Kruso Kapital, per un esborso complessivo di circa 145 milioni. Nonostante l’offerta sia inferiore alle quotazioni precedenti all’annuncio, il titolo di Banca Sistema continua a muoversi sotto questo livello, segnale che il mercato non prevede un aumento significativo del prezzo.
A pesare restano le criticità emerse negli ultimi mesi. La Vigilanza ha imposto il blocco dei dividendi e una revisione dei crediti deteriorati, aumentati sensibilmente a causa di criteri europei più stringenti sulla definizione di default, anche nel caso di crediti verso la pubblica amministrazione. Sebbene la banca sottolinei come i pagamenti arrivino sempre, le verifiche sul modello di business sono ancora in corso.
Il contesto normativo è nel frattempo migliorato, grazie all’introduzione di un fondo pubblico destinato a garantire i debiti degli enti locali, misura che favorisce le società di factoring. Tuttavia, lo stop ai dividendi e il monitoraggio dell’autorità di vigilanza restano elementi di incertezza.
In questo scenario, CF+ potrebbe scegliere di non modificare l’offerta iniziale. Spetterà quindi agli azionisti decidere se aderire subito all’operazione o attendere un eventuale rilancio, consapevoli che non è detto che lo schema visto in altre operazioni recenti si ripeta.
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