Il gruppo tedesco Mann+Hummel ha annunciato un piano di sviluppo per il sito produttivo di Cerreto D’Esi, in provincia di Ancona, con un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro entro il 2030. Il progetto prevede anche l’ingresso di oltre 100 nuovi addetti e il rafforzamento delle attività di ricerca, produzione e collaborazione con il tessuto industriale e accademico locale.
Lo stabilimento marchigiano rappresenta già oggi il principale centro di eccellenza del gruppo per la filtrazione idrica, sia sul fronte produttivo sia su quello della ricerca e sviluppo.
Presenza del gruppo in Italia e numeri globali
Mann+Hummel è presente in Italia da 15 anni e dal 2018 controlla il 100% di Oltremare, società attiva nelle soluzioni per la filtrazione dell’acqua. A livello globale il gruppo registra un fatturato di 4,5 miliardi di euro e impiega oltre 21mila dipendenti. Fondata nel 1941 a Ludwigsburg, l’azienda opera ancora sotto controllo familiare.
Tecnologie per il trattamento dell’acqua
Le soluzioni sviluppate a Cerreto D’Esi sono destinate a diversi ambiti industriali che richiedono la trasformazione di acqua salata o contaminata in acqua dolce e potabile. I sistemi di filtrazione avanzata consentono la rimozione di sali minerali, metalli pesanti, batteri, virus e altre sostanze contaminanti, permettendo il passaggio delle sole molecole d’acqua.
Queste tecnologie trovano applicazione in contesti caratterizzati da scarsità idrica, inquinamento delle risorse o difficoltà di approvvigionamento.
Ricerca, territorio e collaborazioni
Il piano di investimento prevede nuove sinergie con aziende del territorio, oltre a collaborazioni strutturate con università e centri di ricerca marchigiani. L’obiettivo è rafforzare le competenze ingegneristiche e tecniche legate allo sviluppo di soluzioni per la gestione sostenibile delle risorse idriche.
Il contesto globale della crisi idrica
Secondo dati delle Nazioni Unite, circa 2 miliardi di persone vivono in aree soggette a stress idrico elevato. Le stime indicano che entro il 2030 la domanda globale di acqua potabile potrebbe superare l’offerta disponibile di circa il 40%. Tra i fattori critici figurano cambiamenti climatici, inquinamento e distribuzione non uniforme delle risorse.
In questo scenario, la desalinizzazione e le tecnologie di filtrazione avanzata rappresentano strumenti sempre più utilizzati, in particolare in aree costiere, isole e regioni colpite da siccità prolungata.




