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Generali, collocati €650 milioni in bond Tier 2 con rendimento 4,216%, ordini per €2,6 miliardi da 135 investitori internazionali

L’emissione ha scadenza gennaio 2036; il debito da rifinanziare tra 2025 e 2026 è di €1,25 miliardi, utile atteso 2025 pari a €4,25 miliardi, con leva finanziaria in calo

13 Gennaio 2026

Generali, collocati €650 milioni in bond Tier 2 con rendimento 4,216%, ordini per €2,6 miliardi da 135 investitori internazionali

Philippe Donnet, AD Generali

Generali ha collocato 650 milioni di euro in bond Tier 2 con rendimento 4,216%, ordini per 2,6 miliardi di euro da 135 investitori internazionali. Questa l’operazione più recente che ha contribuito alla crescita generale del Gruppo.

Negli ultimi mesi il titolo ha mostrato un andamento particolarmente sostenuto, tornando a superare la soglia dei 35 euro, livelli che non venivano toccati dal 2000. A rafforzare la percezione positiva del mercato ha contribuito anche l’ultima operazione sul debito del gruppo.

Generali registra valori in crescita, dati più recenti

Nei giorni scorsi, infatti, Generali ha collocato un prestito obbligazionario Tier 2 da 650 milioni di euro, con scadenza gennaio 2036. Secondo quanto evidenziato dal cfo Cristiano Borean, l’emissione ha registrato il secondo spread più contenuto in assoluto tra i titoli subordinati europei, preceduta solo da Munich Re, oltre a rappresentare il livello più basso mai raggiunto dalla compagnia su un bond subordinato.

Dettagli dell’operazione

La fase di collocamento ha raccolto un interesse particolarmente elevato: gli ordini hanno superato i 2,6 miliardi di euro, oltre quattro volte l’importo offerto, provenienti da circa 135 investitori istituzionali internazionali. Il rendimento si è attestato al 4,216%. Generali è stata inoltre la prima compagnia assicurativa a tornare sul mercato nel nuovo anno, in una giornata – il 7 gennaio – che ha segnato un record europeo con 57 miliardi di euro di emissioni obbligazionarie complessive.

Altri fattori che contribuiscono al sostegno dell’operazione

A sostenere l’operazione ha contribuito anche il calo dello spread sui titoli di Stato italiani, ma secondo il management il mercato ha premiato soprattutto il percorso di riduzione della leva finanziaria e la maggiore stabilità degli utili costruita negli ultimi anni. Dal 2018 a oggi, il profilo di rischio del gruppo si è progressivamente ridotto, con una diminuzione del debito di oltre 2 miliardi di euro già nel triennio 2019-2021 e un risparmio annuo ricorrente sugli interessi superiore ai 250 milioni rispetto al 2018.

Parallelamente, nello stesso periodo, gli utili del gruppo sono raddoppiati, con un risultato normalizzato per il 2025 atteso a 4,25 miliardi di euro. Il miglioramento, tuttavia, non riguarda solo i valori assoluti: Generali ha lavorato anche sulla qualità e prevedibilità dei risultati, riequilibrando il proprio mix di business.

In particolare, è aumentato il peso del ramo Danni, anche grazie alle acquisizioni effettuate in Grecia, Portogallo e Malesia, oltre alle operazioni su Liberty Seguros e La Médicale da Crédit Agricole Assurances in Francia. Oggi, secondo il gruppo, i contributi agli utili provenienti dai rami Danni e Vita risultano sostanzialmente allineati. All’interno del comparto Vita, inoltre, è stata rafforzata la componente di utili legata al rischio assicurativo, riducendo la dipendenza dall’andamento dei mercati finanziari e dai rendimenti.

Debito di Generali

Sul fronte del debito, Generali dovrà rifinanziare complessivamente 1,25 miliardi di euro tra il 2025 e il 2026, di cui 750 milioni in strumenti subordinati e 500 milioni in un bond senior. La politica finanziaria del gruppo resta improntata a una struttura “a pettine”, che prevede un limite massimo di 1,25 miliardi di rifinanziamenti in un singolo anno, ben al di sotto del picco di 2,6 miliardi raggiunto nel 2022. Anche in questo contesto, la strategia sarà proattiva, con l’obiettivo di cogliere le opportunità offerte dal mercato e proseguire nella riduzione della leva grazie a utili più elevati e stabili.

Focus sulle prospettive regolamentari

L’entrata in vigore delle nuove regole europee di Solvency II, prevista per il 2027, dovrebbe determinare per Generali un incremento dell’indice di solvibilità stimato tra 10 e 15 punti percentuali. Si tratta di capitale aggiuntivo che il gruppo dovrà allocare in modo efficiente: le opzioni includono un leggero aumento del rischio degli investimenti per migliorare i ritorni, il finanziamento della crescita organica, eventuali acquisizioni o il confronto con l’alternativa del buyback.

Resta intanto confermato il piano di riacquisto di azioni proprie per almeno 1,5 miliardi di euro, già annunciato al mercato. Un primo programma da 500 milioni è stato completato, mentre le previsioni di chiusura del 2025, con un utile normalizzato di 4,25 miliardi, rimangono confermate in assenza di elementi contrari.

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