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Solar Ventures, Michele Appendino: “Il solare è oggi una fonte competitiva. Puntare su rinnovabili per sicurezza energetica”

Il fondatore e Amministratore Delegato di Solar Ventures Michele Appendino: “L’Italia ha pochissimo petrolio, pochissimo gas, ma si tratta di fonti superate. Siamo molto forti invece sul solare e sull’eolico, le fonti energetiche del futuro”. L’intervista a Il Giornale d’Italia

20 Aprile 2022

Solar Ventures, Michele Appendino: “Il solare è oggi una fonte competitiva. Puntare su rinnovabili per sicurezza energetica”

Solar Ventures, un impianto fotovoltaico realizzato (e già funzionante) a Cargeghe, in provincia di Sassari

Lo scoppio del conflitto in Ucraina ha messo in evidenza la forte dipendenza energetica dell’Italia, prima in UE per consumo e importazione di energia. Lo spettro dell’aumento del prezzo dell’energia aleggiava su di noi già dallo scorso autunno 2021, quando a causa di una serie di squilibri determinati dalla pandemia, è gradualmente emersa una quasi nulla autosufficienza energetica degli stati Ue. Il conflitto in Ucraina e le sanzioni nei confronti della Russia, primo fornitore in Italia e in Ue di gas (45% delle importazioni), carbone (45%) e petrolio (25%), hanno reso ancora più urgenti misure finalizzate ad una maggiore indipendenza europea dai combustibili fossili.

Solar Ventures, Michele Appendino: “Sicurezza energetica è prioritaria, bisogna avere una base di produzione locale”

VIDEO-Solar Ventures, Michele Appendino: “Sicurezza energetica è prioritaria, bisogna avere una base di produzione locale”
 

Primo passo per favorire un’economia più competitiva e svincolata dal fardello della dipendenza energetica, oltre che per ridurre l’impatto climatico e ambientale, è sicuramente investire sulle rinnovabili. Ne abbiamo parlato con Michele Appendino Fondatore e Amministratore Delegato di Solar Ventures, che in un'intervista a Il Giornale d'Italia ha affermato: “Solar Ventures è un produttore indipendente di energia solare, siamo stati i pionieri in Italia nel 2005 con il primo ponte energia, abbiamo seguito tutta la fase delle tariffe incentivanti e siamo passati oggi alla market parity, dove il solare è diventato una fonte a tutti gli effetti competitiva. Siamo presenti in Italia e Spagna, in passato anche in Francia, Medio Oriente (Turchia e Giordania) e quindi Estremo Oriente (Thailandia e Vietnam). Ci siamo focalizzati in Italia e Spagna perché sono i due mercati a maggior potenziale. L’energia solare e le rinnovabili in generale sono interessanti perché pulite, non creano esternalità e inquinamento, ma sono anche sicure perché prodotte localmente.

Fino all’anno scorso, con il covid, si è parlato molto di sostenibilità ed energia pulita. Adesso dopo l’escalation in Ucraina risulta sempre più chiaro e visibile cosa voglia dire sicurezza energetica. Purtroppo, ancora una volta è stato un evento traumatico a dare sensibilità alle persone, ma mi sembra ovvio che non possiamo continuare ad importare energia da altri paesi, bisogna avere una base di produzione locale. L’Italia ha pochissimo petrolio, pochissimo gas, ma si tratta anche di fonti superate. Siamo molto forti invece in quelle che sono le fonti del futuro: solare ed eolico. Le prospettive sono eccellenti. Questo è il primo governo che spinge il settore, tutti gli altri o lo bloccavano o non facevano nulla. Questo governo cerca di spingere le rinnovabili, non è facile, ci sono molte resistenze locali, però in gran parte sono superate".

Sul ruolo del PNRR l’ad: “Mi occupo da anni di venture capital, sono entrato nel solare come investitore, senza background energetico. A me non piaceva questa etichetta di settore incentivato, infatti ho sempre seguito le linee guida dell’International Energy Agency che non parlava di sussidi ma di learning investment: contributi che servivano a rendere le tecnologie competitive. Cosa che è vera, il nostro primo impianto nel 2007 costava 5,4 mln per 1 MW, oggi siamo quasi a dieci volte di meno in soltanto quindici anni. Sicuramente la learning core, simile a quella dei semiconduttori dato che si tratta sempre di silicio, c’è stata. Da due o tre anni siamo usciti da questo filone di incentivi e contributi, tornarci non mi attira più di tanto. Sul PNRR è bene che arrivino dei fondi dall’Europa, speriamo vengano spesi bene, ma il settore ne ha bisogno fino ad un certo punto. Il settore delle batterie, che è fondamentale per la prossima fase della capillarità delle rinnovabili, deve essere ancora supportato e lì dovrebbe esserci un grande aiuto, mi sembra che con l’idrogeno ci sia. Vedremo quando usciranno le linee guida attuative.

Il 2019 era stato un anno già particolare, sui progetti c’era molta difficoltà, le autorizzazioni non arrivavano. Poi è iniziato il covid, noi siamo passati a marzo 2020 da un prezzo dell’energia che era da 55 Euro/MWh a 19 Euro/MWh, una cosa neanche immaginabile in quel momento. Le amministrazioni pubbliche all’inizio non erano attrezzate per lavorare a distanza, era tutto completamente bloccato. Alla fine del 2020 poi è tutto gradualmente ripartito, i prezzi dell’energia si sono riallineati. Il 2021 è stato molto positivo, questo governo ha fatto prima un decreto semplificazioni che ha snellito soprattutto i progetti in area industriale, che avevano delle procedure troppo lunghe e complesse e ha sbloccato molti progetti che erano stati autorizzati ma poi impugnati dal Ministero della Cultura, è stato un atto che abbiamo particolarmente apprezzato, erano progetti che erano stati già fatti in modo molto serio dalle regioni che avevano autorizzato ed erano però rimasti fermi nel cassetto per un anno e mezzo e abbiamo potuto riprenderli in mano. Il 2021 è stato dunque un anno di ripartenza.

Il 2022 è ottimo perché da una parte abbiamo finalmente molti progetti autorizzati su cui lavorare, c’è un interesse da parte della comunità finanziaria elevatissimo, è quindi abbastanza semplice reperire sia capitale di debito che equity per la realizzazione dei progetti. Abbiamo dunque ottime prospettive per il 2022, ovviamente avere una guerra a 2.000 km non è mai piacevole, i prezzi dell’energia sono troppo alti e questo crea dei problemi anche ai consumatori, la cosa negativa è che come in tutti i settori merceologici la situazione determinata dal covid ha creato nella filiera produttiva parecchi problemi e quindi oggi costruire impianti è abbastanza difficile, nel senso che i componenti sono aumentati di prezzo, arrivano in ritardo ed è tutta una fase abbastanza complessa che spero si regolarizzerà. Altro aspetto da considerare è che c’è un boom da parte di tutte le aziende del settore e trovare risorse qualificate è diventato difficilissimo, noi abbiamo messo in pista un sistema di recruiting di risorse continuo e questo è un bene per i giovani che vogliono lavorare nel settore perché di sicuro non staranno con le mani in mano”, conclude.

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