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Da batterie degli smartphone a smalti per piastrelle. Una nuova vita per l'usato tecnologico

Trasformare le batterie usate degli smartphone in smalti per le piastrelle si può, con questo innovativo processo oggi si riciclano già 10 tonnellate di batterie al mese.

Di Greta V. Galimberti

08 Maggio 2021

Da batterie degli smartphone a smalti per piastrelle. Una nuova vita per l'usato tecnologico

Fonte: pixabay

Trasformare le batterie usate degli smartphone in smalti per dipingere le piastrelle si può, oggi l’innovativo processo di riciclo brevettato dalla vicentina Spirit Srl con il supporto di Fòrema diventa realtà. Nello stabilimento di Chiampo (VI) si riciclano già 10 tonnellate di batterie al mese, uno dei primi impianti in Italia ad effettuare questo processo di recupero.

Il riciclo delle batterie usate degli smartphone per farne smalti per piastrelle

Riciclare batterie agli ioni di litio e NiMh (nichel-metallo idruro), arrivate a fine vita, ricavandone ossidi destinati alla raffinazione dei metalli e pigmenti inorganici. Questo è il processo di riciclaggio innovativo brevettato dalla Spirit Srl di Chiampo (VI). Fòrema, ente di formazione di Assindustria Venetocentro di Padova, diretto da Matteo Sinigaglia ha contribuito all’ottenimento delle autorizzazioni, presso ECHA (Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche), per immettere sul mercato europeo i nuovi prodotti ottenuti dal processo di valorizzazione delle batterie, affinché i prodotti ottenuti siano venduti ed usati in conformità alle normative vigenti. sviluppo”.

“E’ stata una collaborazione importante e molto proficua per entrambi – spiega il chimico Michele Checchin di Fòrema, che si è occupato in prima persona di questo processo autorizzativo – la nostra consulenza è stata importante in termini di serietà ed affidabilità, oltre ovviamente all’estrema riservatezza con cui abbiamo lavorato, in quanto si tratta di un brevetto coperto da segreto industriale. D’altra parte è una delle più importanti mission di Fòrema quella di supportare le imprese e le start up nelle fasi iniziali del loro sviluppo”.

Lo sviluppo dell'idea e i suoi benefici

L’idea è stata sviluppata dall’ingegner Angelo Forestan, titolare dalla Spirit Srl, imprenditore con esperienza trentennale nel campo del riciclaggio rifiuti.

“Tutto nasce dall’esigenza di valorizzare le batterie agli ioni di litio e NiMh ormai giunte a fine vita” spiega Forestan. " Entro fine anno puntiamo ad arrivare a 40 tonnellate al mese"

Ci sono voluti alcuni anni per studiare questo processo di recupero giunto lo scorso anno all’autorizzazione definitiva e al brevetto. Il procedimento di riciclo riguarda le batterie agli ioni di litio e NiMh (nichel-metallo idruro), per capirsi quello utilizzate per smartphone e tablet, ma anche nelle bici ed auto elettriche. Queste batterie, una volta esaurite, vengono acquisite dalla Spirit Srl. Il processo di riciclo prevede che siano scaricate, selezionate, aperte e siano suddivise nei vari componenti. Si separano, nel processo, polveri catodiche composte da ossidi di metalli (cobalto, nichel e miste). Queste polveri sono le basi inorganiche da cui vengono ricavati degli smalti, utilizzati nel settore manifatturiero per la colorazione delle piastrelle. Quello della Spirit Srl è uno dei primi impianti di riciclo in Italia capace di effettuare questo particolare processo, che permette di recuperare l’80% della massa di ciascuna batteria, ricavandone polveri di metalli come rame ed alluminio. I benefici per l’ambiente sono di due tipi: da un lato si riutilizzano le batterie che altrimenti andrebbero a finire in discarica. Dall’altro lato si producono polveri di metalli e metalli riducendo la loro estrazione da miniere presenti, in particolare, nei paesi africani come la Repubblica Democratica del Congo.
 

Fòrema

Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Veneto centro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.

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