24 Febbraio 2026
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Certe cose in Italia sembrano non perdere mai il loro fascino, nemmeno nel 2026. Prendiamo il poker online: i numeri raccolti a gennaio suggeriscono che questa disciplina non soltanto sopravvive nel panorama digitale, ma sembra addirittura consolidare la sua posizione. Nel frattempo, il settore continua a espandersi poco a poco, mese dopo mese. È come se gli italiani, di fronte a una sfilza di nuove offerte digitali, tornassero ancora alle carte, forse per le strategie, forse solo per abitudine.
Certo, si sente parlare un po’ ovunque di scommesse oppure di casinò, però, tra tornei e cash game, c’è sempre questo zoccolo duro: il poker resta un riferimento fisso. Ecco, non è solo una questione di nostalgia; i dati parlano ancora di decine di migliaia di utenti abituali. Resistenza? Pare proprio di sì, e non sembra limitata alle mode di passaggio.
In apertura d’anno, il panorama è già piuttosto chiaro. Il poker a torneo, nonostante tutto, tiene botta. I dati di gennaio segnalano una raccolta che ha toccato quota 156,2 milioni di euro – l’anno scorso erano 144,8 milioni. Un incremento del 7,9%, che, a ben vedere, non è affatto trascurabile, specie considerando quanti nuovi giochi spuntano ogni mese.
Sul fronte spese, si arriva a 13,6 milioni, quindi sempre sulla stessa linea di crescita. Il trend, per adesso, sembra reggere. Alcuni operatori rafforzano la propria presenza, altri cercano di reinventarsi introducendo nuove varianti di torneo, ma il meccanismo di base resta quello: bisogna giocare d’astuzia, mantenere il sangue freddo e non affidarsi troppo al caso. Diversi marchi, di recente, hanno registrato numeri interessanti – e questa vivacità, che forse non era così scontata, è diventata quasi una sfida continua fra le principali piattaforme.
La performance del poker cash, anch’essa tracciabile, parla di una raccolta pari a 226,8 milioni di euro nello stesso mese. Il dato, sottolineato dai principali osservatori del settore, mostra come il comparto cash sappia ancora rispondere alle aspettative di una platea affezionata, malgrado il crescente interesse verso prodotti alternativi. Sullo sfondo si allarga il perimetro del gioco online, che vede una raccolta totale di 8,03 miliardi di euro e una spesa di 352,99 milioni, numeri impressionanti secondo le fonti ufficiali.
In questo scenario, la presenza di poker online non diminuisce: si ritaglia ancora oggi uno spazio nei flussi economici di gennaio, restando una scelta stabile accanto a casinò e scommesse. Interessante la spesa per casinò online, salita a 325,2 milioni di euro (+18,9%): il poker però, nonostante sia meno impattante rispetto ai picchi degli anni passati, fornisce una costanza ai volumi su cui pochi altri giochi digitali possono contare.
Se allarghiamo lo sguardo, la scena cambia poco: a livello mondiale il poker online continua a far parlare di sé. Almeno secondo alcune analisi, il periodo tra 2025 e 2034 potrebbe vedere una crescita media annua superiore al 9%. Pare che l’interattività multiplayer unita a offerte digitali più fantasiose stiano dando una spinta ulteriore al settore.
Si parte, volendo credere agli attuali report, da circa 95 miliardi di dollari nel 2024, con una proiezione che punta ai 257 miliardi di dollari dieci anni dopo. In Europa il ritmo è ancora più sostenuto, qui si parla di una crescita superiore all’11%, almeno sulla carta.
Tornando all’Italia, ogni mese questa tendenza sembra trovare conferma: scommesse e casinò fanno i numeri più alti, ma il poker conserva uno zoccolo duro, sia in termini di utenti che di appuntamenti proposti dalle piattaforme. I tornei continuano a riempirsi, la liquidità non accenna a calare. Forse chi parlava di declino non aveva considerato del tutto la forza delle community o l’arrivo di nuove generazioni attratte dalla disciplina.
Guardando al quadro nazionale di gennaio, l’impressione che si ha è quella di un mercato del gioco online ormai ben inserito nelle abitudini di molti. I settori principali mostrano aumenti nelle raccolte, ma si nota anche un certo rafforzamento delle regole e, probabilmente, una maggiore attenzione per il gioco responsabile. Il poker, in questo contesto, sembra ancora avere un ruolo, magari più “narrativo” che dominante, però c’è sicuramente.
Aiuta a mantenere alta la competizione e apre anche spazi di socializzazione che altri giochi digitali semplicemente non offrono. Sul piano dell’offerta, in Italia si trova davvero un po’ di tutto: i formati variano spesso, ma una costante resta la capacità di rispondere alle richieste di sicurezza e trasparenza, soprattutto nei pagamenti.
Dopo la pandemia, sembra esserci anche una certa voglia di tornare a strutture di gioco più attente alla strategia, invece che puntare solo sull’immediatezza o sull’emozione momentanea. È un segnale, probabilmente, che il pubblico riconosca ancora il valore profondo di una partita a poker.
A fronte di tutto questo fermento intorno al poker online e ai tornei “nuovi di zecca”, c’è comunque da sottolineare, anzi, ricordare senza stancarsi troppo, quanto sia necessario giocare con consapevolezza. L’accesso semplice a tante piattaforme rende ancora più importante stabilire limiti ragionati e informarsi sulle opzioni di tutela offerte dagli stessi operatori.
In pratica, la buona riuscita del poker digitale sembra essere strettamente collegata alla capacità, da parte dei giocatori, di controllare emozioni e portafogli. Solo così il gioco può conservare quel carattere di svago, evitando rischi di eccesso, o peggio ancora di dipendenza. Detto questo, il consiglio resta quello di divertirsi, purché non si trascuri il rispetto per sé stessi e per gli altri.
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