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Dall'11 febbraio al Museo nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano Webuild inaugura la mostra Evolution

Evolution di Webuild è il progetto che racconta come le  infrastrutture sono un motore di sviluppo economico, sociale e industriale e asset strategico per la competitività dell’Italia a livello globale

01 Febbraio 2026

Dall'11 febbraio al Museo nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano  Webuild inaugura la mostra  Evolution

@evolution.museum

Dall'11 febbraio 2026 al Museo nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano Webuild inaugura la mostra Evolution. Il progetto racconta il mondo delle infrastrutture con una mostra, un museo digitale e il volume. L'obiettivo è proporre un racconto in grado di unire memoria e futuro, mostrando le infrastrutture come motore di sviluppo economico, sociale e industriale e asset strategico per la competitività dell’Italia a livello globale.

Dopo l'esperienza romana, al Museo nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano prende vita, dall'11 febbraio 2026 fino al 7 aprile, un percorso che mostra e spiega come l'Italia, da Paese senza strade moderne, acqua corrente ed energia dell'inizio del Novecento, sia diventata industriale, connessa e competitiva grazie alle infrastrutture. Attraverso foto inedite, filmati storici e spazi interattivi, celebra 120 anni di grandi opere che hanno superato ostacoli e scetticismi, portando lavoro, mobilità, sicurezza e sostenibilità. La mostra si articola in cinque sale tematiche, esplorando decenni di storia attraverso settori strategici: Energia, Acqua e sistemi idrici, Metropolitane e mobilità urbana, Grandi edifici e infrastrutture urbane, Autostrade, ponti e ferrovie ad alta velocità.

Ogni sala tematica attraversa epoche e paesaggi, materiali e tecniche, idee e visioni del futuro. Ogni pezzo viene messo a fuoco tenendo conto di chiavi di lettura precise. La scheda tecnica passa in rassegna innovazioni ingegneristiche e materiali all'avanguardia. Quella storica lo colloca nel tempo e nel contesto nazionale della sua nascita. La culturale ne illumina i fili con arte, letteratura e società. Infine, la scheda dei benefici mostra l'impatto reale sulle comunità come posti di lavoro ed energia pulita, mobilità fluida e sostenibilità a lungo termine.

Alla conclusione del percorso espositivo è presente l'area dedicata all'Edutainment che invita a un apprendimento ludico e immersivo, dove video tridimensionali e grafiche interattive prendono vita: il visitatore può addentrarsi virtualmente in una galleria sotterranea, assistere al possente ronzio di una Tunnel Boring Machine (TBM) in azione o unirsi passo dopo passo alla maestria della costruzione di un ponte. Proseguendo, l'area catapulta il pubblico al centro di un cantiere digitale realistico, trasformandolo in protagonista assoluto: qui si scelgono i macchinari con cura, si orchestrano le operazioni complesse, si supervisiona ogni dettaglio di sicurezza e si impugna il comando per guidare di persona i pesanti mezzi da lavoro.

La seconda parte del progetto è quella dedicata al digitale. L'archivio Webuild costituisce una memoria storica unica al mondo, che documenta 120 anni di grandi opere infrastrutturali realizzate dalle imprese confluite nel gruppo, disponibile anche online. Esso testimonia e mette in evidenza come il progresso non segue un percorso lineare, ma emerge da un dialogo continuo tra visione e realtà, committenza e progettazione, benefici generali e interessi particolari. L'archivio comprende oltre 2.000 fotografie inedite e  tratte dall'archivio Webuild, inclusi lavori di grandi fotografi industriali come  quelle di Chiolini accanto a filmati storici; complessivamente l'archivio conta più di un milione di fotografie e oltre 1.500 filmati. 

Il volume fotografico Evolution. Building the Future for the Last 70 Years, il cui titolo in italiano è "Costruire il futuro negli ultimi 70 anni", è una strenna di grande formato pubblicata da Rizzoli. Oltre alle immagini storiche tratte dall'archivio aziendale, include contributi di importanti  personalità come Carlo Ratti, professore al MIT di Boston e al Politecnico di Milano nonché curatore della Biennale Architettura 2025 che  esplora l'evoluzione delle infrastrutture intelligenti e il ruolo dei sensori per la sicurezza. Altri contribuiti al volume sono stati forniti da: Jeffrey Schnapp, Pietrangelo Buttafuoco, Massimiliano Valerii e Giovanni Farese.

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